Alimentazione e cervello: quale correlazione?

Sempre più studi si stanno interessando del  possibile legame esistente tra alimentazione e cervello e ci stanno danno delle informazioni sempre più dettagliate e a volte curiose.

Uno Studio autorevole.

Una ricerca condotta dal Medical College of Georgia alla Georgia Regents University, infatti, ha dimostrato che un’alimentazione ricca di grassi non ha conseguenze solo sul peso, sull’apparato cardiovascolare e su quello respiratorio ma anche sul cervello, portandolo al declino. Alla base di questo processo risiede l’attività di alcune cellule immunitarie che hanno il ruolo di “spazzine”, muovendosi e fagocitando all’occorrenza neuroni danneggiati e detriti presenti nel cervello. Quando introduciamo troppi grassi con la nostra dieta queste “spazzine” diventano sedentarie, si immobilizzano e cominciano a fagocitare le connessioni tra i neuroni (le sinapsi), riducendo le capacità di apprendere e la memoria.

Lo studio è stato fatto in laboratorio quindi ci vuole prudenza nel parlare dell’uomo, ma la scoperta interessante è che questo processo di declino è reversibile: modificando l’alimentazione, infatti, oltre al peso torna nella norma anche la capacità cognitiva.

Alcuni ricercatori australiani, inoltre, hanno scoperto che mangiare spesso snack, carni processate e bibite zuccherate comporta come conseguenza un cervello più piccolo, oltre che meno funzionante.

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Questo ci fa dedurre ancora una volta che mangiare male, in maniera sregolata, con prodotti confezionati e ricchi di grassi a discapito ad esempio di frutta e verdura comporta conseguenze negative su tutto il nostro organismo, anche in termini di dimensioni e funzionalità del cervello, aumentando il rischio di malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer.

Se mangi male il cervello ne risente.

Visto lo stretto legame tra dieta e cervello, abbiamo un motivo in più per fare attenzione alla nostra alimentazione: cerchiamo di ridurre il più possibile il consumo di grassi saturi e trans (che troviamo nella carne, nei latticini, nei prodotti confezionati come “grassi vegetali idrogenati”) preferendo come condimento l’olio extravergine d’oliva, e preferendo frutta fresca di stagione e frutta secca come spuntini al posto di merendine confezionate e bibite zuccherate.

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