Irritabilità? Crampi? Irregolarità mestruale? Con l’alimentazione giusta si può vivere “quei giorni” in modo più sereno. Una corretta alimentazione, infatti, permette non solo di mantenere il peso forma, ma aiuta anche ad evitare irregolarità del ciclo mestruale e i disagi legati ad esso.

Ormoni e alimentazione

Lo squilibrio alimentare è una delle cause più frequenti di alterazioni del ciclo mestruale. Un corretto bilancio di vitamine, minerali e altri nutrienti preziosi aiuta ad affrontare al meglio le sue diverse fasi.

In particolare, l’ormone insulina svolge un ruolo fondamentale in questo senso: una dieta ricca di carboidrati può favorire lo sviluppo di una resistenza a questo ormone, spesso coinvolta nella genesi della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che è alla base delle irregolarità mestruali.

Consumare pasti regolari e fare attenzione al corretto rapporto tra proteine e carboidrati nei singoli pasti aiuta a equilibrare i picchi di insulina durante la giornata.

Non stupisce, quindi, che un improvviso aumento di peso, o, più spesso, un rapido dimagrimento possano alterare il ciclo mestruale.

A ciò si aggiunge il fatto che una dieta che porta a carenze vitaminiche e minerali altera gli equilibri ormonali. Tra le vitamine che non devono mai mancare ci sono la E e la B6, contenute in lievito di birra, olio extravergine di oliva, lattuga, cavolo, finocchio e prezzemolo, verdure a foglia larga e cereali integrali.

Ciclo mestruale

Ciclo mestruale

 

Ad ogni donna la sua dieta

Da precisare che ogni donna è a sé stante, e quindi anche tutti i sintomi associati al ciclo possono essere presenti con diversa intensità.

Se il flusso è abbondante frutti e ortaggi, come gli agrumi, kiwi, pompelmi e peperoni, migliorano la coagulazione. Sono consigliati anche i legumi, la carne, soprattutto il fegato, le uova, gli ortaggi verdi, il lievito di birra e la frutta secca e disidratata, che aiutano a reintegrare le forti perdite di ferro associate alla mestruazione.

Sono sconsigliati, invece, i cibi che fluidificano il sangue, come l’ananas, i funghi, il prezzemolo, le cipolle, il melone e il pesce. All’opposto, questi alimenti, le vitamine C e K e il calcio sono sconsigliati se il flusso è scarso.

Chi soffre di crampi durante il ciclo può trovare aiuto in tutti i cibi che favoriscono il rilassamento fisico e mentale. Largo, quindi, a banane, ortaggi verdi, cereali ricchi di crusca e sardine, che contengono magnesio, responsabile del rilassamento della muscolatura uterina e regolatore del buonumore.

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Anche il calcio, contenuto, tra l’altro nella frutta secca, nei latticini e nell’acqua, regola le contrazioni muscolari. Infine, il pesce ricco in omega 3 contrasta questa problematica regolando la produzione di prostaglandine, molecole responsabili di crampi e dolori. Sono, invece, da evitare gli alimenti che fermentano nell’intestino.

A volte il dolore dipende anche dalla stitichezza. In questi casi la soluzione ideale è rappresentata dai cibi ricchi di fibre, come la frutta. I dolori al seno sono, invece, efficacemente contrastati dalle vitamine E e B6.

L’irritabilità e l’aumentato appetito che, spesso, caratterizzano i giorni precedenti le mestruazioni dimostrano la stretta correlazione tra cibo e ciclo mestruale. Questi fenomeni sono dovuti all’alterazione dei livelli ormonali e al calo di zuccheri nel sangue, strettamente associato a una diminuzione dei livelli di serotonina, molecola fondamentale per il controllo dell’umore.

Ridurre questi squilibri aiuta anche a limitare la comparsa di acne, dovuta all’aumento dell’attività delle ghiandole sebacee. I cibi più adatti in questo periodo sono i cereali integrali, più in generale, i legumi e il pesce, che fornisce le proteine necessarie per la sintesi degli ormoni.

Carni rosse, uovo, pesce di mare e crostacei e pomodori stimolano, invece, l’ovulazione, apportando proteine e grassi vegetali.

Dopo l’ovulazione, quando le problematiche maggiori sono il gonfiore e la ritenzione idrica, meglio preferire pesce, sedano, finocchi, insalata, asparagi e carni bianche, che favoriscono la diuresi. E, sembra ovvio (lo è davvero?), bere molta acqua.

Al bando, invece, l’uso eccessivo di sale e il consumo di formaggi, burro, panna, salse, prodotti in salamoia, dadi da brodo, carne e pesce affumicati, salumi, dolciumi, alcol, acque ricche di sodio, bevande gassate e zuccherate, cui è meglio preferire infusi di verbena, tarassaco e finocchio.

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