Carote valori nutrizionali

Carote valori nutrizionali

Carote valori nutrizionali

Secondo la mia esperienza, le carote, assieme alle zucchine, sono la verdura più consumata e apprezzata, da adulti e bambini. 

Ma lo sapete che in origine non erano arancioni bensì viola??

Le carote moderne sono state domesticate e coltivate per la prima volta nell’altopiano iranico circa 5000 anni fa. Mentre le prime carote selvatiche che conosciamo in Europa sono bianche, le prime coltivate in quella regione erano viola o gialle.

Solo dopo diversi incroci si è arrivati a quelle arancioni, che in breve tempo divennero quasi le uniche ad essere mangiate in Europa.

carote colorate-dietista-benacchio

 

 

 

 

 Carote valori nutrizionali.

CAROTE VALORI NUTRIZIONALI

Per non fare troppa confusione, i valori nutrizionali che vi elenco saranno riferiti alle classiche carote arancioni o domestiche.

La carota domestica è una pianta biennale la cui radice si accresce sottoterra durante il primo anno, immagazzinando i carboidrati che serviranno alla pianta l’anno successivo.

I valori nutrizionali delle carote sono i seguenti:

  • circa 10% zuccheri
  • circa 1% proteine
  • circa 0,2% grassi
  • circa 1,2% fibre
  • contenuto di acqua variabile tra 86% e 89%

Avete notato che le carote hanno un contenuto più elevato di zuccheri rispetto alla maggior parte delle verdure, ecco spiegata la loro dolcezza, che aumenta a mano a mano che le carote maturano.

A seconda della varietà, le carote assumono delle peculiarità:

  • le carote arancioni contengono betacarotene, che si trasforma in vitamina A nel nostro corpo;
  • le carote gialle contengono luteina;
  • le carote rosse contengono licopene (come il pomodoro);
  • le carote viola contengono antocianine (ed è il motivo per il quale hanno questa colorazione)

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 Carote valori nutrizionali e proprietà.

Benefici Carote e proprietà

Antiossidanti

E’ stato scoperto che l’alfa carotene contenuto nelle carote protegge le cellule dai radicali liberi e dalla degenerazione senile, quindi le mantiene forti, vitali e giovani, a beneficio di tutti gli organi del nostro corpo.

Digestive

Verdura molto versatile, le carote sono utili in caso di problemi di stomaco e regolano le funzioni intestinali, agendo sia come antidiarroico che come lassativo.

Amiche della pelle

La vitamina A e gli antiossidanti (polifenoli e i flavonoidi) contenuti nelle carote, proteggono la pelle dai danni del sole, oltre al già citato invecchiamento cellulare. Mangiare carote, però, è importante perchè la carenza di Vitamina A può causare secchezza della pelle, dei capelli e delle unghie. Inoltre, sempre questa vitamina è in grado di prevenire la comparsa di rughe premature, dell’acne, della pelle spenta, delle macchie solari e del tono della pelle non uniforme.

Amiche degli occhi

La leggenda per la quale mangiare carote migliora la vista notturna ha radici lontane. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il governo britannico voleva spingere la popolazione a consumare più carote rispetto ad alimenti che scarseggiavano, perciò inventò la storia che il consumo di carote “speciali” aveva aiutato le truppe inglesi.

Mangiare carote non migliora la vista, però una carenza di vitamina A la peggiora (e la carote contengono carotene, precursore della vitamina A).

Calorie Carote

Le carote sono una verdura amiche per la linea, in quanto apportano solamente 35 Kcal per 100g.

CAROTE RICETTE

Le carote sono molto consumate, hanno un prezzo basso e si adattano a ricette sia dolci che salate.

Vi lascio una ricetta semplice e rapida per fare il pieno di antiossidanti e aiutare il sistema immunitario: la vellutata di zucca e carote con zenzero.

vellutata di carote zucca e zenzero-dietista-benacchio

 

 

  

Carote valori nutrizionali e proprietà nel piatto.

Per farla, bastano 500g di carote, 300g di zucca, un pezzettino di zenzero, acqua, sale e pepe a piacere.

Mettete in una pentola le carote e la zucca precedentemente pulite e pelate.

Aggiungete acqua fino a metà pentola, sale e pepe secondo il vostro gusto e fate cuocere a fuoco medio. Una volta giunti a cottura, frullate il tutto e tagliateci delle scaglie di zenzero. Per guarnire e aumentare l’assorbimento della vitamina A, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo sul vostro piatto.

E buon appetito!

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Alimentazione e fertilità maschile

Alimentazione e fertilità maschile

Fertilità maschile, se ne parla sempre troppo poco.

Circa il 15% delle coppie giovani non riesce ad ottenere una gravidanza entro il primo anno di tentativi: si parla allora di infertilità.

Le cause possono essere molteplici, ma spesso si tende a “dare la colpa” alla donna. In realtà, le cause sono sia a livello maschile che femminile, quasi al 50%.

Per quel che riguarda la donna, le cause più frequenti sono: l’età avanzata (che riduce la riserva ovarica di follicoli), le disfunzioni ormonali come la sindrome dell’ovaio policistico PCOS (che portano a deficit ovulatorio), le occlusioni tubariche da infezioni o endometriosi, ecc. 

Ma cosa sappiamo sulla fertilità maschile?

Come per tanti argomenti di interesse scientifico, sono stati fatti alcuni studi anche sulla fertilità maschile.

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Infertilità maschile: parliamone.

In particolare, uno studio inglese pubblicato sul Journal of Clinical Chemistry ha ipotizzato che infertilità e aborti spontanei ricorrenti possano essere collegati alla scarsa qualità dello sperma del papà.

Hanno analizzato lo sperma di 50 uomini appartenenti a coppie che si erano rivolte all’ospedale St. Mary di Londra e confrontato i risultati con quello di 60 volontari di coppie che non avevano sofferto il problema. I risultati dello studio hanno mostrato che gli uomini di coppie che avevano avuto aborti multipli avevano livelli doppi di danno al DNA. Tale danno, per i ricercatori, può essere scatenato da elevate concentrazioni delle cosiddette specie reattive dell’ossigeno, o radicali liberi, al cui aumento contribuiscono età, malattie a trasmissione sessuale e peso corporeo elevato.

Sovrappeso e malattie metaboliche influenzano la fertilità maschile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il concetto di salute sessuale e riproduttiva come lo stato di benessere fisico, mentale e sociale correlato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni.

Sono ben noti l’impatto dell’obesità e del sovrappeso sulla fertilità della donna, indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio. In realtà, l’aumento della massa ponderale (peso) influisce negativamente anche sulla qualità del liquido seminale, riducendo la fertilità maschile. Tutto questo è da attribuirsi all’alterazione del profilo ormonale associato all’aumento della massa adiposa (grasso), organo endocrino a tutti gli effetti, e all’alterata regolazione ipotalamo-ipofisi-testosterone.

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L’alimentazione influisce sulla fertilità maschile.

Perchè l’obesità influisce sulle fertilità maschile?

Ci sono dati che dimostrano come la concentrazione di spermatozoi nei soggetti obesi sia ridotta addirittura ad un terzo rispetto ai soggetti normopeso. Quali meccanismi possono essere implicati?

  •  insulinoresistenza, che causa iperinsulinemia a sua volta connessa con l’inibizione della spermatogenesi;
  • alterati livelli di testosterone con alte concentrazioni di estrogeni;
  • ipertermia scrotale, data dalla maggior presenza di grasso scrotale, che può peggiorare la qualità e la concentrazione del liquido seminale.

Strettamente correlato all’obesità è il Diabete Mellito, che ha un impatto negativo sulla qualità degli spermatozoi e sulla funzione erettile.

Sembra quasi che la natura selezioni, attraverso la riduzione della fertilità dei soggetti obesi, gli individui con migliori caratteristiche anatomiche legate alla composizione corporea, forse i più simili ai nostri antenati.

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Stile di vita, alimentazione sana e fertilità maschile

Quindi, il ripristino, nei soggetti obesi o sovrappeso di un adeguato peso corporeo attraverso una corretta alimentazione, è da considerare il primo passo per la cura dell’infertilità.

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Come influisce l’alimentazione sulla fertilità maschile.

In generale, modificare la propria alimentazione in modo equilibrato a favore di alimenti semplici, ricchi di fibre e poveri di zuccheri semplici, in associazione ad uno stile di vita salutare e attivo, può rappresentare un modo efficace per ridurre il grasso in eccesso. In particolar modo, è importante concentrare la propria attenzione su quegli alimenti ricchi di antiossidanti, frutta e verdura in primis (come la rucola), che difendono gli spermatozoi da additivi chimici, che ne alterano vitalità e motilità.

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Alimenti a calorie negative

Alimenti a calorie negative

E’ possibile dimagrire senza evitare diete restrittive o digiuni? E’ possibile, quindi, dimagrire mangiando?

La risposta è affermativa, perché esistono le calorie negative.

COSA SONO LE CALORIE NEGATIVE

Il corpo umano ha bisogno di energia per tutte le reazioni chimiche che lo tengono in vita, dalla respirazione alla produzione di anticorpi, dalla produzione di ormoni alla digestione.

Per quanto riguarda l’ultimo aspetto, in termini tecnici si parla di termogenesi indotta dalla dieta: in parole semplici significa che il corpo “brucia” una certa quantità di energia (ossia calorie) per la trasformazione del cibo, dalla masticazione alla vera e propria digestione nello stomaco, all’assorbimento dei nutrienti a livello intestinale.

Avete capito bene, l’atto stesso di mangiare ci fa bruciare calorie! Esistono, infatti, alcuni alimenti che ci permettono di consumare più calorie di quelle che ci forniscono mangiandoli, stimolando opportunamente il nostro metabolismo.

Non si tratta di “alimenti magici” né di “barrette brucia-grassi”, bensì di alimenti a bassa densità calorica, quindi poco ricchi in grassi, carboidrati e proteine, ricchi di acqua, il cui bilancio tra quanto speso e quanto immesso può diventare negativo.

ALIMENTI A CALORIE NEGATIVE

Gli alimenti a calorie negative sono vegetali (frutta e verdura in primis, ma anche spezie) particolarmente ricchi di fibre e di vitamine, come ad esempio la vitamina C.

Per poter digerire bene questi alimenti è necessario masticare bene e a lungo. La masticazione ha un ulteriore vantaggio, quello di stimolare la produzione di succhi gastrici ma anche quello di far partire quel processo grazie al quale percepiamo il senso di sazietà. Le fibre inoltre riempiono lo stomaco, aiutandoci a mangiare di meno, e rallentano l’assorbimento di quegli zuccheri e grassi che ingeriremo successivamente.

Quali sono gli alimenti a caloria negative? Vi faccio solo qualche esempio.

Arancia:

ottima fonte di vitamina C, presenta circa 33-45 Kcal per 100 grammi. Il suo bilancio tra calorie immesse e consumate per la digestione è negativo.

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Agrumi a calorie negative.

Pompelmo:

disponibile nelle varianti giallo o rosa, entrambe con preziosi nutrienti salutari tra cui la vitamina C. Apporta circa 35 calorie per 100 grammi.

Mandarini:

44 calorie per 100 grammi. Ricchi in vitamina C, anche se meno rispetto a limoni e aranci.

Anguria:

la parte rossa edibile contiene licopene e circa il 90% di acqua, e quindi ha effetto diuretico. Apporta solo 15 calorie per 100 grammi.

Sedano:

composto per il 75% di acqua, ha solo 15 calorie per 100 grammi di prodotto e contiene molte fibre.

Cetriolo:

altro alimento molto importante nelle diete per l’elevato contenuto di acqua e le proprietà sazianti. Ha solo 15 calorie per 100 grammi.

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I cetrioli: calorie negative estive.

Pomodoro:

quello fresco maturo apporta 19 calorie per 100 grammi. Molto importante dal punto di vista salutistico perché ricco di licopene nonché ingrediente per diverse preparazioni mediterranee.

Zucchine:

grande contenuto di acqua, presentano solo 15 calorie per 100 grammi di prodotto.

Asparagi:

hanno tra 20 e 30 calorie per 100gr, vantano proprietà diuretiche e depurative.

Cavolfiore:

soprattutto se consumato crudo o cotto leggermente al vapore, ha una consistenza croccante e aumenta il senso di sazietà. 

peperoncino calorie negative dietista benacchio
Usate il peperoncino abitualmente?

Peperoncino:

tenendo conto delle basse quantità normalmente utilizzate nelle nostre preparazioni, ha un apporto calorico quasi del tutto trascurabile. Innalza il metabolismo basale e permette di quindi di bruciare più calorie a parità di attività svolta.

CONCLUSIONI

Conoscere i cibi a calorie negative è una buona cosa: aumentando il loro consumo apporteremo sicuramente dei benefici in termini di salute, specie se poi controlliamo quantità e qualità degli altri cibi ingeriti.

Non si può in alcun modo pensare di riparare ad una alimentazione non corretta aggiungendo semplicemente grandi quantità di verdure o frutta a calorie negative. Insomma, non pensiamo di poter mangiare chili di carne rossa o fritti tutti i giorni e poi aggiustare le cose mangiando 1 chilo di cetrioli. Purtroppo non è così semplice! Il buonsenso e l’equilibrio sono d’obbligo.

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La pizza fa ingrassare?

La pizza fa ingrassare?

Nel momento in cui si vuole stare attenti alla linea, il primo alimento che viene eliminato o, comunque sconsigliato, è la pizza, croce e delizia dell’alimentazione di noi italiani amanti dei carboidrati. 

Questo succede perché la pizza fa ingrassare. Ma è proprio così?

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La regina pizza.

Gli ingredienti della pizza

Per poter andare a ragionare su quanto possa incidere una pizza nella nostra dieta quotidiana, si deve partire dagli ingredienti.

Classicamente, l’impasto della pizza viene fatto con:

  • la farina (di tipo 0, 00 o integrale)
  • il lievito di birra
  • il sale
  • acqua q.b.

Il condimento, invece, è libero, e ognuno si sbizzarrisce in pizzeria a scegliere quello che più gli piace: dalla classica margherita con salsa di pomodoro e mozzarella, alla vegetariana con le verdure, dalla capricciosa con prosciutto cotto, carciofini, funghi e olive nere, alla boscaiola con soppressa e chiodini.

Ovviamente, a seconda dei condimenti che si vogliono utilizzare, le calorie cambiano, e anche di molto!

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La pizza fa veramente male?

Le calorie della pizza

La pizza margherita, cioè la più semplice, apporta circa 270 Kcal per ogni 100 g: tenendo conto che questa stessa pizza pesa circa 300 g, si può calcolare rapidamente le calorie totali. Una pizza margherita così come ci arriva sul piatto in pizzeria contiene circa 800 Kcal.

E le altre pizze?

Di seguito vi elenco le calorie medie delle pizze più comuni riferite, sempre, a 100 g:

  • pizza bianca (senza pomodoro): 292 Kcal
  • pizza vegetariana: 300 Kcal
  • pizza quattro stagioni: 620 Kcal
  • pizza margherita con salsiccia: 650 Kcal
  • pizza ai 4 formaggi: 700 Kcal

Nelle pizze con formaggi e salumi, come si può ben immaginare, abbiamo un elevato contenuto di grassi, che mediamente si attesta attorno ai 20-25 g per ogni 100 g di pizza.

Ma allora la pizza fa ingrassare veramente? Messa sul piano delle calorie, infatti, sembra che la pizza sia un cibo assolutamente da evitare, soprattutto se si vuole perdere peso: in realtà, ogni tanto è possibile concedersi un’eccezione per soddisfare il palato e, perché no, lo spirito.

pizza fa ingrassare-dietista benacchio 

 

La pizza fa ingrassare? Dipende!

Accorgimenti per una pizza più “salutare”

Stiamo cercando di capire se la pizza fa ingrassare oppure no. Per non sentirsi troppo in colpa e per non veder lievitare il girovita, è possibile preparare una pizza più “salutare” seguendo alcuni piccoli accorgimenti.

1-Utilizzare farine integrali per l’impasto

Consumare alimenti ricchi in fibre e a basso indice glicemico aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue e a garantire la sensazione di sazietà.

Ecco come preparare una buona pasta per pizza integrale
https://blog.giallozafferano.it/valeriaciccotti/pasta-per-pizza-integrale/

2-Ridurre il formaggio

Come detto prima, se utilizziamo i formaggi come condimenti, aumentano sia le calorie che i grassi totali, responsabili, tra gli altri, di aumentare il rischio di patologie cardiovascolari.

3-Aumentare le verdure

Un condimento ipocalorico e salutare può essere costituito dalle verdure (di solito vengono preferite melanzane, e zucchine grigliate), che aumentano la quota di fibra del piatto.

4-Diluire la frequenza

Quello che consiglio io è di non mangiare la pizza ogni settimana (tipica abitudine del sabato sera della famiglia media italiana), ma una volta ogni 15 giorni e…

…di non pesarsi il giorno dopo, perché 1 chilo in più è quasi scontato (anche se non di grasso ma di ritenzione idrica) !

Conclusione, la pizza fa ingrassare?

Allora, la pizza fa ingrassare o no?

La pizza è un ottimo piatto unico, completo perché contiene carboidrati, grassi e proteine, anche se da non consumare quotidianamente.

Naturalmente, è meglio scegliere una pizza semplice ed evitare aggiunte di formaggi o affettati: le migliori sono le pizze con le verdure, che completano il pasto con fibre, vitamine e minerali, abbassando il carico glicemico e saziando di più.

Possiamo dire che in assoluto non è vero che la pizza fa ingrassare, così come non lo si può dire di nessun altro alimento. Va sempre tutto contestualizzato, nella giornata, nella settimana, nel mese, anche in base alle esigenze e al dispendio energetico.

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A COSA FANNO BENE LE CILIEGIE

A COSA FANNO BENE LE CILIEGIE

Prima dell’arrivo dell’estate è frequente chiedersi a cosa fanno bene le ciliegie.

Gli alberi fioriscono in primavera contemporaneamente alla comparsa delle foglie ed è uno spettacolo della natura ammirare le loro chiome dall’aspetto bianco candido.

Le ciliegie: una tira l’altra, ci ricorda un famoso detto popolare. E infatti questo frutto rosso primaverile-estivo delizia così tanto il palato che non si finirebbe mai di mangiarlo!

Noi cediamo al peccato di gola, le assaporiamo e loro ci regalano numerose sostanze che potrebbero allungarci la vita. Scopriamo insieme a cosa mi riferisco e a cosa fanno bene le ciliegie.

CILIEGIE COSA CONTENGONO

Mette di buon more pensare che le ciliegie siano indicate anche per chi è attento alla linea, in quanto soddisfano la voglia di dolce ma hanno poche calorie: appena 38 calorie in 100 grammi di ciliegie denocciolate (ossia 130 grammi di frutti interi)!

Su 100 grammi di parte edibile troviamo:

  • 86% di acqua
  • 16 g di carboidrati
  • 1 g di proteine
  • 0,2 g di grassi
  • 1,6 g di fibra

Tra gli zuccheri presenti, nominiamo il sorbitolo: è uno zucchero ridotto a poliolo, che l’organismo trasforma in monosaccaridi senza l’intervento dell’insulina, motivo per il quale le ciliegie possono essere consumate anche da chi soffre di diabete.

Ci sono molte varietà di ciliegie che si possono raccogliere tra maggio e luglio, ma in tutte troviamo una buona quantità di vitamine C ed A, nonché di fosforo, magnesio e potassio.

Il colore rosso scuro è dato da una serie di composti detti antocianine, che ultimamente sono sotto i riflettori di scienziati e ricercatori per le loro capacità di comunicare con il nostro DNA, influenzando la longevità.

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A cosa fanno bene le ciliegie?

A COSA FANNO BENE LE CILIEGIE

L’albero di ciliegio viene anche coltivato per il suo legno rosato, particolarmente apprezzato nei lavori di ebanisteria, per la produzione di mobili fini e per la fabbricazione delle pipe.

Ma per la maggior parte dei casi, questi alberi sono importanti per i frutti rossi e tondeggianti che ci donano. Vediamo insieme a cosa fanno bene le ciliegie.

Proprietà antiossidanti e antinfiammatorie

Grazie alla presenza di antocianine e vitamine, le ciliegie aiutano a combattere gli effetti dei radicali liberi e minano i meccanismi alla base dello sviluppo di malattie croniche come il diabete, l’obesità ed il cancro.

Proprietà di protezione del cuore

I flavonoidi come le antocianine hanno un ruolo protettivo per il sistema cardiovascolare, riducendo i rischi di patologie ad esso associate: fanno abbassare la pressione e il cosiddetto colesterolo cattivo LDL (Low Density Lipoprotein), limitano gli stati infiammatori e la formazione delle placche arteriosclerotiche nelle arterie, e aumentano l’elasticità dei vasi sanguigni.

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Le ciliegie hanno moltissime proprietà nutritive.

Proprietà lassative

L’abbondante presenza di acqua, di fibre e di sorbitolo promuove la sensazione di sazietà, la diuresi e l’attività intestinale. Sono, quindi, dissetanti e aiutano chi soffre di stipsi: per chi non ha di questi problemi, attenzione a non esagerare con le quantità, altrimenti si rischia l’effetto lassativo!

Proprietà anti-gotta

Una ricerca californiana ha fatto rilevare che le ciliegie hanno capacità antinfiammatorie tali da sedare gli attacchi di gotta, facendo calare i valori di acido urico. Sarà interessante aggiornarsi sui risvolti di questa nuova scoperta, anche se è da approfondire e verificare.

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Le ciliegie fanno bene per tanti motivi!

A cosa fanno bene le ciliegie: conclusioni

Adesso che abbiamo capito a cosa fanno bene le ciliegie, lo possiamo dire: belle e buone, le ciliegie sono un piacere per la gola, ma anche un dono inestimabile per la nostra salute. La loro stagionalità è limitata, perciò quando le vediamo sui banchi del fruttivendolo, meglio approfittarne!

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LA DIETA DEL BALLERINO

LA DIETA DEL BALLERINO

Una sana alimentazione dovrebbe essere una regola per chiunque, a maggior ragione per chi al proprio corpo chiede performance di alto livello. La dieta del ballerino è importante tanto quanto la dieta del calciatore o dello sciatore.

I ballerini, infatti, sono da considerarsi a tutti gli effetti degli atleti e come tali, per svolgere tutte le attività previste dalla danza e dalle diverse discipline di ballo (lezioni, prove, spettacoli o gare), hanno bisogno di alimentarsi in maniera adeguata per poter essere in buona salute, aumentare la performance in pista e, nel caso di bambini e adolescenti, favorire una crescita armoniosa.

Purtroppo, in questo ambito c’è molta disinformazione e lo studio che vi vado a presentare ne è una prova. Cerchiamo di utilizzare i dati emersi per capire quale sia l’ideale dieta del ballerino.

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La dieta del ballerino classico e sportivo.

STATO NUTRIZIONALE E PERFORMANCE NELLA DANZA SPORTIVA

Un interessante studio, infatti, ha indagato l’importanza di una corretta alimentazione nella danza sportiva, attività di destrezza caratterizzata da un notevole impegno muscolare che comporta un impegno metabolico sia di tipo aerobico che anaerobico.

La dieta del ballerino sotto la lente di ingrandimento insomma.

Tale studio ha selezionato un gruppo di ballerini professionisti di età compresa fra i 14 e i 25 anni (maschi e femmine; dalla classe B1 alla classe International) e ha indagato:

  • idratazione e composizione corporea, mediante Bioimpedenziometria;
  • introito calorico e abitudini alimentari (giorno di allenamento, giorno di gara e giorno di riposo), mediante questionario di frequenza di assunzione degli alimenti e diario alimentare;
  • dispendio energetico, mediante Sensewear Armband (Holter metabolico);
  • variazioni di peso e idratazione prima e dopo una sessione di allenamento.

I RISULTATI hanno evidenziato come la maggior parte dei ballerini non abbia un apporto calorico e nutrizionale adeguato all’attività fisica sostenuta e come ciò risulti correlato a un’aumento di massa grassa pur mantenendo il peso contenuto: va infatti precisato che diete ipocaloriche prolungate e sbilanciate, in caso di intensa attività fisica possono indurre una perdita della massa muscolare, con conseguente aumento della fatica e del rischio di infortuni.

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Dieta del ballerino in allenamento e in gara.

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Ideale dieta del ballerino

Gli allenamenti dei ballerini sono molto impegnativi dal punto di vista fisico e richiedono un corretto apporto di nutrienti durante le diverse fasi preparatorie come pure nel momento della gara o esibizione:

  • acqua
  • carboidrati, circa il 55-60% 
  • proteine, circa il 12-15%
  • grassi, circa il 20-30%

(percentuale rispetto al dispendio energetico dell’atleta)

Come si può ben pensare, l’alimentazione deve essere personalizzata e calibrata in base allo stato nutrizionale di partenza, al tipo di ballo praticato, nonché alla durata e all’intensità dell’allenamento.

COSA MANGIARE NEL PRE-GARA

La dieta del ballerino necessita di essere adattata anche in base al momento dell’anno in cui siamo.

Il pasto pre-gara dovrà essere effettuato 3-4 ore prima della gara e deve essere ben digeribile, sufficientemente energetico e costituito prevalentemente da carboidrati complessi. Un esempio potrebbe essere un piatto di riso integrale con sugo di verdure o di pesce.

Nel pre-gara non bisogna mai dimenticare l’importanza di un adeguato apporto idrico: circa 500-700 ml di acqua nelle due-tre ore precedenti alla competizione

COSA MANGIARE DURANTE GARE O ESIBIZIONI LUNGHE

Se la competizione ha una durata molto lunga e ci sono numerosi intervalli tra una performance e un’altra sarà fondamentale intervenire con dei piccoli accorgimenti utili per garantire un recupero ottimale e a non compromettere la performance successiva: prima di tutto fondamentale è un adeguato apporto idrico, circa 200 ml ogni 15 minuti. È utile, inoltre, rifornire l’organismo dei sali minerali persi e ripristinare le scorte energetiche a livello muscolare attraverso l’assunzione di bevande energetiche, frutta o barrette.

COSA MANGIARE DOPO LA GARA

Per quanto riguarda il pasto vero e proprio successivo alla gara deve garantire il ripristino dell’energia spesa durante la competizione, deve apportare una buona dose di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Se la gara avviene in mattinata o nel pomeriggio, rispettivamente il pasto post-gara può coincidere con il pranzo o con la cena. In questi casi l’atleta può effettuare un pasto completo caratterizzato da un secondo piatto quale carne, pesce, uova accompagnato da pane e un contorno abbondante di verdura, oppure da un minestrone con pasta o riso.

Integratori sì o no?

La dieta del ballerino non esclude ma non necessita di integratori al tempo stesso.

Se il soggetto ha un’alimentazione varia e bilanciata in genere non avrà bisogni di integratori di vitamine e sali minerali, il consumo quotidiano infatti di frutta e verdura (3-5 porzioni al giorno), unitamente ad una dieta equilibrata, è generalmente in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di micronutrienti anche di uno sportivo.

Va valutato caso per caso, la presenza di deficit nutrizionali e il conseguente ricorso ad integratori.

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Dieta del ballerino: cosa non fare.

ERRORI DA EVITARE

1- Saltare i pasti: al pasto successivo il tuo corpo cercherà di recuperare dal cibo tutto quello che non gli hai dato prima;

2- Alimentarsi con un solo gruppo alimentare;

3- Abolire carboidrati e grassi;

4- Sostituire la regolare alimentazione con barrette dietetiche.

5- Tagliare drasticamente le calorie e ridurre il cibo: significa togliere energia ai muscoli. A lungo andare questo può provocare danni permanenti.

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