La Zucca

La Zucca

Quando pensi all’autunno, non puoi che pensare alle foglie gialle e arancioni degli alberi, alle giornate che si accorciano, alla fiere di paese e, naturalmente, alla zucca!

La zucca è l’ortaggio autunnale per eccellenza e non può mancare sulle nostre tavole tra ottobre e dicembre (circa).

Vediamo insieme cosa contiene la zucca, le proprietà e benefici della zucca e come preparare con la zucca ricette sfiziose ed salutari.

COSA CONTIENE LA ZUCCA

La zucca è un vegetale ricco di acqua (oltre il 95%), che può essere un alleato prezioso per la nostra salute.

Apporta circa 25 kcal per ogni 100g di prodotto e contiene:

  • 70% di carboidrati
  • 24% di proteine
  • 5% di grassi o lipidi

Nella zucca possiamo trovare elevate quantità di minerali (tra cui spiccano calcio, fosforo, potassio, zinco, selenio e magnesio) e vitamine, in particolare del betacarotene, precursore della Vitamina A, della Vitamina B (B1, B2, B3, B5 e B6) e della Vitamina C.

Della zucca non si può che dire che è super versatile, poiché si può mangiarne la polpa, i semi e perfino la buccia, ma attenzione alla conservazione! La zucca va conservata in un luogo fresco: dopo essere stata privata della buccia, è preferibile tenerla in frigo. Cotta e tagliata a cubetti, può essere congelata, contenuta in appositi sacchetti, così da poterla avere come scorta  all’occorrenza per le varie ricette.

PROPRIETA’ E BENEFICI DELLA ZUCCA

Antiossidante

La zucca è un concentrato di vitamine antiossidanti e carotenoidi, in particolare di beta-carotene (il precursore della vitamina A, come detto sopra) che fa da protezione ad occhi e pelle, di vitamina C che rafforza le vie respiratorie e di vitamina E che facilita il rinnovamento cellulare.

Digestiva e lassativa

La zucca, da sola o sottoforma di olio essenziale, è un’alleata per lo stomaco e l’intestino, in quanto aiuta ad anticipare la sensazione di sazietà, a regolarizzare il transito intestinale e a contrastare le irritazioni gastriche.

Alleata per l’umore

La zucca è una fonte preziosa di magnesio, il minerale antistress per eccellenza, che consente il rilassamento di muscoli e tensioni nervose, apportando benefici al fisico e all’umore.

Contiene, inoltre, triptofano, l’amminoacido precursore della serotonina, (il cosiddetto “ormone del buonumore”), della melatonina (molecola del “buon sonno”) e del neurotrasmettitore GABA, indispensabili contro gli sbalzi di umore.

ZUCCA RICETTE

Vediamo insieme due ricette facili e gustose con la zucca!

Pasta alla zucca, broccoli e ricotta affumicata

Per farla, bastano 300g di zucca, 300g di broccoli, una spolverata di ricotta affumicata, due cucchiai di olio extravergine di oliva, acqua, sale e pepe e rosmarino a piacere. La quantità della pasta può variare a seconda delle necessità e dell’appetito!

Versate l’olio (allungato con un po’ di acqua) in una padella antiaderente assieme alla zucca tagliata a dadini e, successivamente, aggiungete il broccolo tagliato a rosette. Fate rosolare e insaporire con sale pepe e rosmarino per una decina di minuti a fuoco medio con la padella chiusa con il coperchio. Mescolate, e fate cuocere per un’altra decina di minuti. Nel frattempo fate bollire l’acqua per la pasta  e, terminata la cottura, versate la pasta nella padella. Fate saltare e ammaliare bene la pasta nel condimento, impiantate e completate il tutto con una spolverata di ricotta affumicata!

Chips di zucca croccanti

Per questa ricetta vi servono solamente una zucca, sale, pepe e paprika. Ed un forno!

Tagliate la zucca a fette sottili (ma non troppo!), adagiatele su una teglia rivestita di carta da forno e spolverate con il mix di spezie. Infornate in forno caldo a 180°C per circa 15 minuti.

Le vostre chips sono pronte per essere sgranocchiate come stuzzichino, merenda alternativa o come guarnizione delle vostre vellutate autunnali!

Se desideri una consulenza nutrizionale online puoi cliccare qui

Fatemi sapere se avete provato le ricette o se ne avete altre da consigliarmi, scrivendomi alla mail: jessicadietista@gmail.com

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Scopri altre ricette con la zucca su Giallozafferano

Quanto dovrei pesare?

Quanto dovrei pesare?

“Dottoressa, quanto dovrei pesare?

Quale dovrebbe essere il mio peso ideale? 

Come calcolo il mio peso forma?

Se sono alta 1.65 quanto dovrei pesare?”

Queste sono alcune delle domande che mi vengono fatte molto spesso quando sono in ambulatorio o nelle consulenze nutrizionali online.

 

 

 

 

E io non rispondo quasi mai.

 

 

 

Non perché non sappia la risposta, bensì perchè bisogna sempre fare un distinguo.

 

 

 

Peso ideale cos’è

 

 

 

 

 

 Il peso ideale è un numero derivato da un mero calcolo, correlato al BMI (Body Mass Index, ossia l’indice di massa corporea): un indice che valuta il rapporto tra il peso e il quadrato dell’altezza. Da questo calcolo si può rientrare nella categoria di sottopeso (se BMI inferiore a 18,5), normopeso (se BMI compreso tra 18,5 e 24,9), sovrappeso (se BMI compreso tra 25 e 29,9) oppure di obesità (se BMI superiore a 30. Non analizzo in questo articolo i diversi gradi di obesità).

 

 

 

 

 

Ma questo numero non permette di dirci nè la distribuzione del grasso, nè la composizione corporea, nè la proporzione tra la massa grassa e la massa magra, ossia la componente corporea che comprende l’acqua, le ossa, i muscoli, i tessuti connettivi, le riserve di glicogeno e i minerali.

 

 

 

 

 Inoltre, il BMI non misura il livello di benessere e di qualità della vita (e questo è un altro argomento molto dibattuto che riprenderemo in un altro articolo).

 

 

 

 

 Ecco perché quando si decide di intraprendere un percorso nutrizionale per perdere peso, l’errore più comune è di basarsi esclusivamente sul peso riportato dalla bilancia: il peso riferito dalla bilancia di per sè ha uno scarso valore diagnostico, dato che non differenzia se la perdita di peso è dovuta al tessuto adiposo o alla massa muscolare. La BIA (ossia la bioimpedenziometria) è lo strumento che ci permette di misurare la composizione corporea.

Il peso ideale non esiste.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quanto-dovrei-pesare

Per dimagrire correttamente, bisogna perdere massa grassa, mantenendo o incrementando la massa magra. Il metodo più efficace per ottenere questo risultato, mantenendo i risultati nel tempo, è la combinazione di esercizio fisico e alimentazione bilanciata, evitando diete restrittive, che eliminano alimenti o intere categorie di alimenti. Con diete di questo tipo i chili persi possono essere molti ma quello che si perde sono l’acqua corporea e la massa muscolare, e non la massa grassa, con il risultato di aumentare di peso rapidamente cosi come si è perso, quando si riprende a mangiare “normalmente”. 

MA QUINDI, NON E’ POSSIBILE SAPERE QUANTO DOVREI PESARE?

>> Se sono alta 1.60 quanto dovrei pesare? <<

Invece di pensare a quanto pesare, facciamo un’altra riflessione e introduciamo un altro concetto: il peso realistico.

Ipotizziamo di riuscire a raggiungere il peso ideale (qualsiasi cosa questo significhi): come ci arriviamo? Facendo i salti mortali o in salute? E riusciamo a mantenerlo?

Non sempre il peso ideale, infatti, corrisponde al peso realistico, ossia quel peso che possiamo raggiungere e mantenere, in salute (sia fisica che mentale)! 

L’obiettivo, per quanto mi riguarda, deve essere raggiungere l’equilibrio, e ognuno ha il proprio. Ognuno ha la propria storia, il proprio percorso, i propri bisogni, indipendentemente dalla “categoria” di peso ideale. 

NO, NON AVRAI RISPOSTA ALLA DOMANDA “QUANTO DOVREI PESARE”!

In virtù di queste riflessioni, io non ti dirò mai quanto pesare, non ti darò un numero tassativo da raggiungere, io ti indico il range di peso che potrebbe essere salutare per te, la via e gli strumenti per star bene, ma soprattutto per volerti bene. Perché tu ti devi voler bene, indipendentemente dal tuo peso.

Se la questione “Quanto dovrei pesare” – “Conoscere il mio peso ideale” per te è particolarmente importante e vuoi capirne un po’ di più, oppure vuoi semplicemente avere ulteriori informazioni o iniziare un percorso di consulenze personalizzate, ti invito a contattarmi qui.

Se desideri conoscere le modalità per iniziare un persorso nutrizionale, sia con seduta in studio che online, puoi prenotare GRATUITAMENTE una consulenza conoscitiva cliccando al seguente link:

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Coronavirus e alimentazione

Coronavirus e alimentazione

Coronavirus e Alimentazione : è possibile prevenire il Coronavirus a tavola ?

Questa è una domanda molto frequente. Proviamo a fare un pò di chiarezza.

Poichè sono circolate nei mesi scorsi alcune informazioni non supportate dall’evidenza scientifica, meglio se sgombriamo subito un dubbio: non esiste una dieta in grado di porci al riparo assoluto dall’infezione da Coronavirus né di contenerne i sintomi, in caso di contagio.

Esistono, però, degli accorgimenti e delle scelte alimentari e di stile di vita che ci aiutano a rinforzare le nostre difese immunitarie, e quindi le risposte che il nostro corpo fornisce alla presenza di virus e batteri e in generale. E’ un concetto ormai acclarato, inoltre, che alcuni alimenti possono aiutarci a prevenire molte malattie, da quelle cardiovascolari a quelle neoplastiche (leggasi tumori).

In questi mesi, gli studiosi hanno potuto constatare che esistono dei soggetti più fragili e quindi con un rischio più elevato di incorrere nell’infezione e che questa progredisca verso forme più gravi. Il Covid-19, infatti, come tutti i virus, è aggressivo in maniera diversa nei confronti dei singoli individui, in base all’età ed alle condizioni generali di salute. E ad oggi sono molte le prove che ci dicono che migliore è lo stato di salute del microbiota intestinale (insieme di microrganismi che popolano il nostro intestino), più efficiente risulta il sistema immunitario.

È anche dimostrato che a sua volta il microbiota è facilmente influenzabile e modificabile dalle nostre abitudini alimentari e cioè dalla tipologia e quantità del cibo, dei liquidi, dei farmaci od altro che assumiamo. E’ per questo motivo che possiamo asserire che esiste un legame tra infezione da coronavirus e alimentazione.

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Prevenzione a tavola.

CORONAVIRUS E ALIMENTAZIONE, CONSIGLI PER SOSTENERE IL SISTEMA IMMUNITARIO

1- Mantenersi normopeso

Le modificazioni metaboliche causate dall’obesità, in particolare insulino-resistenza e stato infiammatorio, possono rendere più difficile l’azione delle difese immunitarie degli individui obesi, ed è stato rilevato che i soggetti obesi hanno un rischio maggiore, in caso di infezione da coronavirus, di dover essere ospedalizzati (+113%), di dover essere
trattati in terapia intensiva (+74%) e anche di morte (+48%).

Per questo motivo, è bene non eccedere con le quantità e concentrarsi sul mangiare lentamente, così da sentire in anticipo la sensazione della sazietà. Le bevande zuccherate sono da eliminare o da ridurre drasticamente, mentre è consigliato bere almeno 1 litro di acqua al giorno fuori dai pasti, anche sottoforma di infusi e tisane.

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Coronavirus e alimentazione: quale legame?

2- Consumare almeno cinque porzioni al giorno di frutta e verdura

Questi alimenti vegetali sono fonti di minerali, vitamine e fibre (contenute anche in cereali integrali e legumi), utili a migliorare la biodiversità del nostro microbiota e quindi di rafforzare le difese immunitarie e la protezione delle vie respiratorie.

3- Omega3, polifenoli e vitamina D

Queste categorie di sostanze possono rimodulare la risposta infiammatoria e immunitaria. Spazio, quindi, al pesce azzurro, ma anche al salmone, ricchi di omega 3, e all’olio extravergine d’oliva, ricco di polifenoli e antiossidanti. Per quanto concerne la vitamina D, invece, è autoprodotta dal nostro organismo grazie ai raggi solari: approfittare delle giornate di sole è d’obbligo e, nell’eventualità si rilevi una carenza, si può ricorrere agli integratori.

Un altro motivo in più per sostenere la tesi che esiste una correlazione tra coronavirus e alimentazione!

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Attività fisica è prevenzione.

4- Fare attività fisica

Anche se siamo in casa per lo smart working, è importante mantenersi attivi. Può andare bene la cyclette, ma anche la console Wii, la corda per saltare, e perchè no esercizi a corpo libero. Muoversi stimola il sistema immunitario e la funzione di cuore e polmoni, e aiuta a mantenersi normopeso. Non esagerare però: l’esercizio fisico intenso ha l’effetto contrario sul sistema immunitario!

5- Dormire e riposare

Un buon sonno di 8-9 ore (o comunque almeno 6 ore) riduce lo stress, che a sua volta indebolisce il sistema immunitario. Non fare cene pesanti e attività mentali dopo cena aiuta ad addormentarti facilmente e a ricaricare le batterie.

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Lo stress è un nemico, se non sappiamo gestirlo.

6- Gestire lo stress

E un momento non facile, e c’è chi sente di più lo stress dell’incertezza. Esistono diverse tecniche per gestire lo stress, dalla meditazione, alla respirazione, alla musica, ma ognuno deve trovare il proprio, perchè sappiamo benissimo che lo stress indebolisce le difese immunitarie!

7- Integratori

Alcuni integratori, come lo zinco, la curcuma e i probiotici, possono supportare ulteriormente il nostro sistema immunitario. Un consiglio sempre valido è quello di non fare di testa propria ma di chiedere consiglio al proprio medico, dietista/nutrizionista o farmacista.

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Carote valori nutrizionali

Carote valori nutrizionali

Carote valori nutrizionali

Secondo la mia esperienza, le carote, assieme alle zucchine, sono la verdura più consumata e apprezzata, da adulti e bambini. 

Ma lo sapete che in origine non erano arancioni bensì viola??

Le carote moderne sono state domesticate e coltivate per la prima volta nell’altopiano iranico circa 5000 anni fa. Mentre le prime carote selvatiche che conosciamo in Europa sono bianche, le prime coltivate in quella regione erano viola o gialle.

Solo dopo diversi incroci si è arrivati a quelle arancioni, che in breve tempo divennero quasi le uniche ad essere mangiate in Europa.

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 Carote valori nutrizionali.

CAROTE VALORI NUTRIZIONALI

Per non fare troppa confusione, i valori nutrizionali che vi elenco saranno riferiti alle classiche carote arancioni o domestiche.

La carota domestica è una pianta biennale la cui radice si accresce sottoterra durante il primo anno, immagazzinando i carboidrati che serviranno alla pianta l’anno successivo.

I valori nutrizionali delle carote sono i seguenti:

  • circa 10% zuccheri
  • circa 1% proteine
  • circa 0,2% grassi
  • circa 1,2% fibre
  • contenuto di acqua variabile tra 86% e 89%

Avete notato che le carote hanno un contenuto più elevato di zuccheri rispetto alla maggior parte delle verdure, ecco spiegata la loro dolcezza, che aumenta a mano a mano che le carote maturano.

A seconda della varietà, le carote assumono delle peculiarità:

  • le carote arancioni contengono betacarotene, che si trasforma in vitamina A nel nostro corpo;
  • le carote gialle contengono luteina;
  • le carote rosse contengono licopene (come il pomodoro);
  • le carote viola contengono antocianine (ed è il motivo per il quale hanno questa colorazione)

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 Carote valori nutrizionali e proprietà.

Benefici Carote e proprietà

Antiossidanti

E’ stato scoperto che l’alfa carotene contenuto nelle carote protegge le cellule dai radicali liberi e dalla degenerazione senile, quindi le mantiene forti, vitali e giovani, a beneficio di tutti gli organi del nostro corpo.

Digestive

Verdura molto versatile, le carote sono utili in caso di problemi di stomaco e regolano le funzioni intestinali, agendo sia come antidiarroico che come lassativo.

Amiche della pelle

La vitamina A e gli antiossidanti (polifenoli e i flavonoidi) contenuti nelle carote, proteggono la pelle dai danni del sole, oltre al già citato invecchiamento cellulare. Mangiare carote, però, è importante perchè la carenza di Vitamina A può causare secchezza della pelle, dei capelli e delle unghie. Inoltre, sempre questa vitamina è in grado di prevenire la comparsa di rughe premature, dell’acne, della pelle spenta, delle macchie solari e del tono della pelle non uniforme.

Amiche degli occhi

La leggenda per la quale mangiare carote migliora la vista notturna ha radici lontane. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il governo britannico voleva spingere la popolazione a consumare più carote rispetto ad alimenti che scarseggiavano, perciò inventò la storia che il consumo di carote “speciali” aveva aiutato le truppe inglesi.

Mangiare carote non migliora la vista, però una carenza di vitamina A la peggiora (e la carote contengono carotene, precursore della vitamina A).

Calorie Carote

Le carote sono una verdura amiche per la linea, in quanto apportano solamente 35 Kcal per 100g.

CAROTE RICETTE

Le carote sono molto consumate, hanno un prezzo basso e si adattano a ricette sia dolci che salate.

Vi lascio una ricetta semplice e rapida per fare il pieno di antiossidanti e aiutare il sistema immunitario: la vellutata di zucca e carote con zenzero.

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Carote valori nutrizionali e proprietà nel piatto.

Per farla, bastano 500g di carote, 300g di zucca, un pezzettino di zenzero, acqua, sale e pepe a piacere.

Mettete in una pentola le carote e la zucca precedentemente pulite e pelate.

Aggiungete acqua fino a metà pentola, sale e pepe secondo il vostro gusto e fate cuocere a fuoco medio. Una volta giunti a cottura, frullate il tutto e tagliateci delle scaglie di zenzero. Per guarnire e aumentare l’assorbimento della vitamina A, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo sul vostro piatto.

E buon appetito!

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Alimentazione e fertilità maschile

Alimentazione e fertilità maschile

Fertilità maschile, se ne parla sempre troppo poco.

Circa il 15% delle coppie giovani non riesce ad ottenere una gravidanza entro il primo anno di tentativi: si parla allora di infertilità.

Le cause possono essere molteplici, ma spesso si tende a “dare la colpa” alla donna. In realtà, le cause sono sia a livello maschile che femminile, quasi al 50%.

Per quel che riguarda la donna, le cause più frequenti sono: l’età avanzata (che riduce la riserva ovarica di follicoli), le disfunzioni ormonali come la sindrome dell’ovaio policistico PCOS (che portano a deficit ovulatorio), le occlusioni tubariche da infezioni o endometriosi, ecc. 

Ma cosa sappiamo sulla fertilità maschile?

Come per tanti argomenti di interesse scientifico, sono stati fatti alcuni studi anche sulla fertilità maschile.

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Infertilità maschile: parliamone.

In particolare, uno studio inglese pubblicato sul Journal of Clinical Chemistry ha ipotizzato che infertilità e aborti spontanei ricorrenti possano essere collegati alla scarsa qualità dello sperma del papà.

Hanno analizzato lo sperma di 50 uomini appartenenti a coppie che si erano rivolte all’ospedale St. Mary di Londra e confrontato i risultati con quello di 60 volontari di coppie che non avevano sofferto il problema. I risultati dello studio hanno mostrato che gli uomini di coppie che avevano avuto aborti multipli avevano livelli doppi di danno al DNA. Tale danno, per i ricercatori, può essere scatenato da elevate concentrazioni delle cosiddette specie reattive dell’ossigeno, o radicali liberi, al cui aumento contribuiscono età, malattie a trasmissione sessuale e peso corporeo elevato.

Sovrappeso e malattie metaboliche influenzano la fertilità maschile

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce il concetto di salute sessuale e riproduttiva come lo stato di benessere fisico, mentale e sociale correlato al sistema riproduttivo e alle sue funzioni.

Sono ben noti l’impatto dell’obesità e del sovrappeso sulla fertilità della donna, indipendentemente dalla presenza di altri fattori di rischio. In realtà, l’aumento della massa ponderale (peso) influisce negativamente anche sulla qualità del liquido seminale, riducendo la fertilità maschile. Tutto questo è da attribuirsi all’alterazione del profilo ormonale associato all’aumento della massa adiposa (grasso), organo endocrino a tutti gli effetti, e all’alterata regolazione ipotalamo-ipofisi-testosterone.

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L’alimentazione influisce sulla fertilità maschile.

Perchè l’obesità influisce sulle fertilità maschile?

Ci sono dati che dimostrano come la concentrazione di spermatozoi nei soggetti obesi sia ridotta addirittura ad un terzo rispetto ai soggetti normopeso. Quali meccanismi possono essere implicati?

  •  insulinoresistenza, che causa iperinsulinemia a sua volta connessa con l’inibizione della spermatogenesi;
  • alterati livelli di testosterone con alte concentrazioni di estrogeni;
  • ipertermia scrotale, data dalla maggior presenza di grasso scrotale, che può peggiorare la qualità e la concentrazione del liquido seminale.

Strettamente correlato all’obesità è il Diabete Mellito, che ha un impatto negativo sulla qualità degli spermatozoi e sulla funzione erettile.

Sembra quasi che la natura selezioni, attraverso la riduzione della fertilità dei soggetti obesi, gli individui con migliori caratteristiche anatomiche legate alla composizione corporea, forse i più simili ai nostri antenati.

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Stile di vita, alimentazione sana e fertilità maschile

Quindi, il ripristino, nei soggetti obesi o sovrappeso di un adeguato peso corporeo attraverso una corretta alimentazione, è da considerare il primo passo per la cura dell’infertilità.

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Come influisce l’alimentazione sulla fertilità maschile.

In generale, modificare la propria alimentazione in modo equilibrato a favore di alimenti semplici, ricchi di fibre e poveri di zuccheri semplici, in associazione ad uno stile di vita salutare e attivo, può rappresentare un modo efficace per ridurre il grasso in eccesso. In particolar modo, è importante concentrare la propria attenzione su quegli alimenti ricchi di antiossidanti, frutta e verdura in primis (come la rucola), che difendono gli spermatozoi da additivi chimici, che ne alterano vitalità e motilità.

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Schiscetta perfetta

Schiscetta perfetta

Schiscetta perfetta cos’è

Il termine schiscetta deriva dal verbo tipicamente lombardo schisiare (schiacciare) e indica il contenitore del pranzo che gli operai degli anni ’50 portavano da casa: risotto, verdura o carne che fosse, era tutto schiacciato per far chiudere il coperchio.

In piemontese è detta “baracchino”, nei Paesi anglosassoni “lunch box” o ”packed lunch”, mentre in Giappone “bentobako”.

Origini a parte, la schiscia è molto diffusa anche ai giorni nostri e rappresenta un modo per mangiare sano a lavoro (a patto che i piatti non siano troppo elaborati) e per risparmiare tempo e denaro.

Per tutti i lavoratori che non hanno la mensa interna all’azienda oppure per tutti i libero professionisti che non vogliono mangiare al ristorante (o al bar) tutti i giorni, ecco che la soluzione migliore è prepararsi il proprio pranzo la sera prima (o la mattina stessa).

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Come preparare la schiscetta perfetta?

Schiscetta perfetta

Per una pausa pranzo perfetta, che sia gustosa ma al tempo stesso equilibrata e salutare, è importante ricordare poche e semplici regole basilari.

A casa, infatti, è possibile preparare in anticipo piatti sani ed equilibrati, scegliendo per tempo e con attenzione gli ingredienti da utilizzare, abbinando i sapori e seguendo la stagionalità.

1. Attenzione alla dispensa

Per una schiscetta perfetta, devo avere una dispensa perfetta!

Aprire e versare a casaccio nel lunch box una lattina di tonno, una mozzarella in busta, una manciata di piselli in barattolo non significa prepararsi il pranzo, ma accostare alimenti che cozzano uno con l’altro e avere un piatto non equilibrato.

In dispensa devo avere degli alimenti che mi permettano di preparare la sera pensando a giorno dopo: nella credenza non devono mancare diversi tipi di cereali (e perchè no, anche il famoso tonno in vasetto di vetro nominato sopra), in frigo sono indispensabili pollo, formaggio magro come la ricotta e verdure, mentre il congelatore ci può aiutare con filetti di merluzzo e platessa, verdure e legumi surgelati.

2. Pianificare i pasti

Ritrovarci all’ultimo momento, quindi al mattino appena svegli, a prepararci il pranzo non è l’idea migliore: la schiscetta perfetta richiede organizzazioneE l’organizzazione comincia dalla spesa settimanale. Nella lista della spesa devo annotare gli alimenti che vorrei consumare, tenendo conto anche dei pasti fuori casa.

Non necessariamente devo preparare ricette diverse ogni giorno. La sera prima, ad esempio, posso preparare una porzione in più di verdure per aggiungerla alla schietta, oppure se faccio la frittata posso rompere due uova in più per inserirla nel mio packed lunch. Suvvia, non è un male mangiare due giorni consecutivi lo stesso alimento, sfatiamo questo mito!

3. Condire al momento del consumo 

Una piccola scorta in ufficio di ottimo olio extravergine di oliva, un boccettino di aceto di vino, sale, pepe, da utilizzare nel momento stesso del pasto, può aiutarci a mangiare le nostre verdure non afflosciate o inzuppate nell’olio dalla sera prima.

In ogni caso, cerchiamo di non abbondare con l’olio, perchè anche se ha antiossidanti e acidi grassi “buoni”, è pur sempre un grasso: se uno dei motivi per cui ci portiamo il pranzo da casa è tenersi in forma e controllare gli ingredienti, possiamo utilizzare il cucchiaio da minestra per misurare il condimento. Allora sì, che abbiamo una schiscetta perfetta!

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Fantasia nella vostra schiscetta!

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Ricette per la schiscetta perfetta

Ecco alcune idee per creare i vostri packed lunch in modo equilibrato, senza annoiarsi e senza prendere sonno poi davanti al pc (ricordatevi di portare con voi anche della frutta fresca per la vostra merenda):

  • Cous cous con menta e ceci, e asparagi (+ 1 mela per lo spuntino)
  • Pollo al curry con riso basmati, e pomodorini (+ 2 kiwi)
  • Sgombro con patate, e fagiolini (+ 3 albicocche)
  • Insalatona di verdure miste, pane integrale e bresaola (+ 1 arancia)
  • Riso Venere con gamberetti e zucchine, e finocchi al vapore (+ 1 pera)

Qual è il vostro ingrediente preferito, che non deve mancare mai per la vostra schiscetta perfetta?

Largo alla fantasia, e ai colori! 

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