Carote valori nutrizionali

Carote valori nutrizionali

Carote valori nutrizionali

Secondo la mia esperienza, le carote, assieme alle zucchine, sono la verdura più consumata e apprezzata, da adulti e bambini. 

Ma lo sapete che in origine non erano arancioni bensì viola??

Le carote moderne sono state domesticate e coltivate per la prima volta nell’altopiano iranico circa 5000 anni fa. Mentre le prime carote selvatiche che conosciamo in Europa sono bianche, le prime coltivate in quella regione erano viola o gialle.

Solo dopo diversi incroci si è arrivati a quelle arancioni, che in breve tempo divennero quasi le uniche ad essere mangiate in Europa.

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Carote valori nutrizionali.

CAROTE VALORI NUTRIZIONALI

Per non fare troppa confusione, i valori nutrizionali che vi elenco saranno riferiti alle classiche carote arancioni o domestiche.

La carota domestica è una pianta biennale la cui radice si accresce sottoterra durante il primo anno, immagazzinando i carboidrati che serviranno alla pianta l’anno successivo.

I valori nutrizionali delle carote sono i seguenti:

  • circa 10% zuccheri
  • circa 1% proteine
  • circa 0,2% grassi
  • circa 1,2% fibre
  • contenuto di acqua variabile tra 86% e 89%

Avete notato che le carote hanno un contenuto più elevato di zuccheri rispetto alla maggior parte delle verdure, ecco spiegata la loro dolcezza, che aumenta a mano a mano che le carote maturano.

A seconda della varietà, le carote assumono delle peculiarità:

  • le carote arancioni contengono betacarotene, che si trasforma in vitamina A nel nostro corpo;
  • le carote gialle contengono luteina;
  • le carote rosse contengono licopene (come il pomodoro);
  • le carote viola contengono antocianine (ed è il motivo per il quale hanno questa colorazione)
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Carote valori nutrizionali e proprietà.

CAROTE PROPRIETA’

Antiossidanti

E’ stato scoperto che l’alfa carotene contenuto nelle carote protegge le cellule dai radicali liberi e dalla degenerazione senile, quindi le mantiene forti, vitali e giovani, a beneficio di tutti gli organi del nostro corpo.

Digestive

Verdura molto versatile, le carote sono utili in caso di problemi di stomaco e regolano le funzioni intestinali, agendo sia come antidiarroico che come lassativo.

Amiche della pelle

La vitamina A e gli antiossidanti (polifenoli e i flavonoidi) contenuti nelle carote, proteggono la pelle dai danni del sole, oltre al già citato invecchiamento cellulare. Mangiare carote, però, è importante perchè la carenza di Vitamina A può causare secchezza della pelle, dei capelli e delle unghie. Inoltre, sempre questa vitamina è in grado di prevenire la comparsa di rughe premature, dell’acne, della pelle spenta, delle macchie solari e del tono della pelle non uniforme.

Amiche degli occhi

La leggenda per la quale mangiare carote migliora la vista notturna ha radici lontane. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il governo britannico voleva spingere la popolazione a consumare più carote rispetto ad alimenti che scarseggiavano, perciò inventò la storia che il consumo di carote “speciali” aveva aiutato le truppe inglesi.

Mangiare carote non migliora la vista, però una carenza di vitamina A la peggiora (e la carote contengono carotene, precursore della vitamina A).

CAROTE RICETTE

Le carote sono molto consumate, hanno un prezzo basso e si adattano a ricette sia dolci che salate.

Vi lascio una ricetta semplice e rapida per fare il pieno di antiossidanti e aiutare il sistema immunitario: la vellutata di zucca e carote con zenzero.

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Carote valori nutrizionali e proprietà nel piatto.

Per farla, bastano 500g di carote, 300g di zucca, un pezzettino di zenzero, acqua, sale e pepe a piacere.

Mettete in una pentola le carote e la zucca precedentemente pulite e pelate.

Aggiungete acqua fino a metà pentola, sale e pepe secondo il vostro gusto e fate cuocere a fuoco medio. Una volta giunti a cottura, frullate il tutto e tagliateci delle scaglie di zenzero. Per guarnire e aumentare l’assorbimento della vitamina A, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine di oliva a crudo sul vostro piatto.

E buon appetito!

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A COSA FANNO BENE LE CILIEGIE

A COSA FANNO BENE LE CILIEGIE

Prima dell’arrivo dell’estate è frequente chiedersi a cosa fanno bene le ciliegie.

Gli alberi fioriscono in primavera contemporaneamente alla comparsa delle foglie ed è uno spettacolo della natura ammirare le loro chiome dall’aspetto bianco candido.

La ciliegia

La ciliegia: una tira l’altra, ci ricorda un famoso detto popolare. E infatti questo frutto rosso primaverile-estivo delizia così tanto il palato che non si finirebbe mai di mangiarlo!

Noi cediamo al peccato di gola, le assaporiamo e loro ci regalano numerose sostanze che potrebbero allungarci la vita. Scopriamo insieme a cosa mi riferisco e a cosa fanno bene le ciliegie.

CILIEGIE COSA CONTENGONO

Mette di buon more pensare che le ciliegie siano indicate anche per chi è attento alla linea, in quanto soddisfano la voglia di dolce ma hanno poche calorie: appena 38 calorie in 100 grammi di ciliegie denocciolate (ossia 130 grammi di frutti interi)!

Su 100 grammi di parte edibile troviamo:

  • 86% di acqua
  • 16 g di carboidrati
  • 1 g di proteine
  • 0,2 g di grassi
  • 1,6 g di fibra

Tra gli zuccheri presenti, nominiamo il sorbitolo: è uno zucchero ridotto a poliolo, che l’organismo trasforma in monosaccaridi senza l’intervento dell’insulina, motivo per il quale le ciliegie possono essere consumate anche da chi soffre di diabete.

Ci sono molte varietà di ciliegie che si possono raccogliere tra maggio e luglio, ma in tutte troviamo una buona quantità di vitamine C ed A, nonché di fosforo, magnesio e potassio.

Il colore rosso scuro è dato da una serie di composti detti antocianine, che ultimamente sono sotto i riflettori di scienziati e ricercatori per le loro capacità di comunicare con il nostro DNA, influenzando la longevità.

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A cosa fanno bene le ciliegie?

A COSA FANNO BENE LE CILIEGIE: i benefici delle ciliegie

L’albero di ciliegio viene anche coltivato per il suo legno rosato, particolarmente apprezzato nei lavori di ebanisteria, per la produzione di mobili fini e per la fabbricazione delle pipe.

Ma per la maggior parte dei casi, questi alberi sono importanti per i frutti rossi e tondeggianti che ci donano. Vediamo insieme a cosa fanno bene le ciliegie.

Proprietà antiossidanti e antinfiammatorie

Grazie alla presenza di antocianine e vitamine, le ciliegie aiutano a combattere gli effetti dei radicali liberi e minano i meccanismi alla base dello sviluppo di malattie croniche come il diabete, l’obesità ed il cancro.

Proprietà benefiche e terapeutiche di protezione del cuore

I flavonoidi come le antocianine hanno un ruolo protettivo per il sistema cardiovascolare, riducendo i rischi di patologie ad esso associate: fanno abbassare la pressione e il cosiddetto colesterolo cattivo LDL (Low Density Lipoprotein), limitano gli stati infiammatori e la formazione delle placche arteriosclerotiche nelle arterie, e aumentano l’elasticità dei vasi sanguigni.

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Le ciliegie fanno bene: hanno moltissime proprietà nutritive.

Proprietà lassative

L’abbondante presenza di acqua, di fibre e di sorbitolo promuove la sensazione di sazietà, la diuresi e l’attività intestinale. Sono, quindi, dissetanti e aiutano chi soffre di stipsi: per chi non ha di questi problemi, attenzione a non esagerare con le quantità, altrimenti si rischia l’effetto lassativo!

Proprietà anti-gotta

Una ricerca californiana ha fatto rilevare che le ciliegie hanno capacità antinfiammatorie tali da sedare gli attacchi di gotta, facendo calare i valori di acido urico. Sarà interessante aggiornarsi sui risvolti di questa nuova scoperta, anche se è da approfondire e verificare.

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Le ciliegie fanno bene per tanti motivi!

A cosa fanno bene le ciliegie: conclusioni

Adesso che abbiamo capito a cosa fanno bene le ciliegie, lo possiamo dire: belle e buone, le ciliegie sono un piacere per la gola, ma anche un dono inestimabile per la nostra salute. La loro stagionalità è limitata, perciò quando le vediamo sui banchi del fruttivendolo, meglio approfittarne!

Le fibre per i bambini, gli antociani per gli adulti: possiamo dire che le ciliegie fanno bene proprio a tutte le età!

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Cosa contengono gli asparagi

Cosa contengono gli asparagi

Gli asparagi, in latino Asparagus Officinalis, fanno parte della vasta famiglia delle Liliacee, che accomuna circa 1600 varietà di vegetali con particolari proprietà curative, tra cui l’aglio, la cipolla, il porro, l’aloe, ma anche fiori come il giglio, il tulipano, e il mughetto. Gli asparagi più conosciuti sono di colore bianco e verde (anche se esistono delle varietà violacee) e vengono raccolti generalmente nei mesi di marzo-aprile.

COSA CONTENGONO GLI ASPARAGI

Gli asparagi sono dei vegetali ipocalorici e vengono spesso consigliati a chi vuole perdere peso o in regimi dietetici controllati. Infatti sono composti per oltre il 95% da acqua. Il restante 5% è costituito da:

  • 2% di zuccheri,
  • 2% di proteine
  • solo lo 0,1% di grassi.

Gli asparagi contengono elevate quantità di vitamine, sia idrosolubili come la vitamina C e il gruppo B, sia liposolubili come la vitamina A ed E.

Per approfittare al massimo dei benefici e delle proprietà di queste vitamine sarebbe bene utilizzare gli asparagi a crudo, magari grattugiando le punte nell’insalata o centrifugando il gambo completo per ottenere il suo estratto liquido.

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ASPARAGI PROPRIETA’

Antiossidante

Gli asparagi contengono una buona quantità di glutatione, un composto che riduce l’azione dei radicali liberi, rallentando quindi l’invecchiamento cellulare.

Manganese e vitamina A, inoltre, influenzano positivamente il funzionamento dei reni, dei legamenti e della pelle, proteggendola dagli agenti atmosferici e dall’inquinamento.

Digestiva

La presenza delle fibre negli asparagi aiuta ad aumentare la sensazione di sazietà e di mantenerla per più tempo e a regolarizzare l’intestino. Inoltre, le fibre rallentano l’assorbimento dei nutrienti, in particolare degli zuccheri: ecco perché gli asparagi sono consigliati anche per chi ha in diabete mellito tipo 2.

(Per saperne di più sulle proprietà delle fibre vi invito a leggere l’articolo specifico).

Prebiotica

Questi vegetali contengono un particolare tipo di fibra, l’inulina, che non viene digerita dal nostro corpo ma stimola la crescita dei batteri intestinale “buoni”. I batteri buoni trasformano le fibre prebiotiche in sostanze chimiche come il butirrato, che è un potente antinfiammatorio intestinale. L’inulina, quindi, promuove un microbiota più vario e sano. E, come spesso ricordo, un microbiota in salute è alla base della salute e della longevità dell’interno organismo (ossia del nostro corpo in toto).

Diuretica

Grazie all’elevato contenuto di saponine, di polifenoli e di minerali, nello specifico potassio e fosforo, stimolano la diuresi e sono un ottimo alleato contro la ritenzione idrica. Caratteristica molto nota è la “puzza” che assume la pipì già pochi minuti dopo aver consumato un piatto di asparagi: questo è dovuto alla presenza di un particolare aminoacido chiamato, appunto, asparagina.

 

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RICETTE PRATICHE E VELOCI

L’Italia è la terza produttrice europea, solamente dopo la Spagna e la Francia, grazie ai suoi 5.500 ettari di terreno coltivato. A questo pregiato ortaggio sono stati dedicati ben 4 marchi, 3 IGP e un DOP.

A detenere il primato di regione più devota all’asparago è il Veneto, con l’Asparago Bianco di Bassano DOP, l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP, l’Asparago di Badoere IGP e molte altre altre specialità tradizionali. L’Emilia Romagna invece si aggiudica la quarta eccellenza con l’Asparago Verde di Altedo IGP.

Gli asparagi sono un prodotto molto versatile quando si tratta di utilizzarli in cucina.

Un abbinamento ideale dell’asparago è quello con le uova, siano esse cucinate all’occhio di bue o sode.

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Ricette per secondi piatti.

Molto conosciuto, inoltre, è il risotto agi asparagi, presente in tutte le famiglie italiane e soprattutto venete nel periodo primaverile, preparato con le punte più morbide di questo ortaggio.

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Ricette per primi piatti.

Puoi provare altre gustose ricette su GialloZafferano

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LA DIETA DEL BALLERINO

LA DIETA DEL BALLERINO

Una sana alimentazione dovrebbe essere una regola per chiunque, a maggior ragione per chi al proprio corpo chiede performance di alto livello. La dieta del ballerino è importante tanto quanto la dieta del calciatore o dello sciatore.

I ballerini, infatti, sono da considerarsi a tutti gli effetti degli atleti e come tali, per svolgere tutte le attività previste dalla danza e dalle diverse discipline di ballo (lezioni, prove, spettacoli o gare), hanno bisogno di alimentarsi in maniera adeguata per poter essere in buona salute, aumentare la performance in pista e, nel caso di bambini e adolescenti, favorire una crescita armoniosa.

Purtroppo, in questo ambito c’è molta disinformazione e lo studio che vi vado a presentare ne è una prova. Cerchiamo di utilizzare i dati emersi per capire quale sia l’ideale dieta del ballerino.

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La dieta del ballerino classico e sportivo.

STATO NUTRIZIONALE E PERFORMANCE NELLA DANZA SPORTIVA

Un interessante studio, infatti, ha indagato l’importanza di una corretta alimentazione nella danza sportiva, attività di destrezza caratterizzata da un notevole impegno muscolare che comporta un impegno metabolico sia di tipo aerobico che anaerobico.

La dieta del ballerino sotto la lente di ingrandimento insomma.

Tale studio ha selezionato un gruppo di ballerini professionisti di età compresa fra i 14 e i 25 anni (maschi e femmine; dalla classe B1 alla classe International) e ha indagato:

  • idratazione e composizione corporea, mediante Bioimpedenziometria;
  • introito calorico e abitudini alimentari (giorno di allenamento, giorno di gara e giorno di riposo), mediante questionario di frequenza di assunzione degli alimenti e diario alimentare;
  • dispendio energetico, mediante Sensewear Armband (Holter metabolico);
  • variazioni di peso e idratazione prima e dopo una sessione di allenamento.

I RISULTATI hanno evidenziato come la maggior parte dei ballerini non abbia un apporto calorico e nutrizionale adeguato all’attività fisica sostenuta e come ciò risulti correlato a un’aumento di massa grassa pur mantenendo il peso contenuto: va infatti precisato che diete ipocaloriche prolungate e sbilanciate, in caso di intensa attività fisica possono indurre una perdita della massa muscolare, con conseguente aumento della fatica e del rischio di infortuni.

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Dieta del ballerino in allenamento e in gara.

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Ideale dieta del ballerino

Gli allenamenti dei ballerini sono molto impegnativi dal punto di vista fisico e richiedono un corretto apporto di nutrienti durante le diverse fasi preparatorie come pure nel momento della gara o esibizione:

  • acqua
  • carboidrati, circa il 55-60% 
  • proteine, circa il 12-15%
  • grassi, circa il 20-30%

(percentuale rispetto al dispendio energetico dell’atleta)

Come si può ben pensare, l’alimentazione deve essere personalizzata e calibrata in base allo stato nutrizionale di partenza, al tipo di ballo praticato, nonché alla durata e all’intensità dell’allenamento.

COSA MANGIARE NEL PRE-GARA

La dieta del ballerino necessita di essere adattata anche in base al momento dell’anno in cui siamo.

Il pasto pre-gara dovrà essere effettuato 3-4 ore prima della gara e deve essere ben digeribile, sufficientemente energetico e costituito prevalentemente da carboidrati complessi. Un esempio potrebbe essere un piatto di riso integrale con sugo di verdure o di pesce.

Nel pre-gara non bisogna mai dimenticare l’importanza di un adeguato apporto idrico: circa 500-700 ml di acqua nelle due-tre ore precedenti alla competizione

COSA MANGIARE DURANTE GARE O ESIBIZIONI LUNGHE

Se la competizione ha una durata molto lunga e ci sono numerosi intervalli tra una performance e un’altra sarà fondamentale intervenire con dei piccoli accorgimenti utili per garantire un recupero ottimale e a non compromettere la performance successiva: prima di tutto fondamentale è un adeguato apporto idrico, circa 200 ml ogni 15 minuti. È utile, inoltre, rifornire l’organismo dei sali minerali persi e ripristinare le scorte energetiche a livello muscolare attraverso l’assunzione di bevande energetiche, frutta o barrette.

COSA MANGIARE DOPO LA GARA

Per quanto riguarda il pasto vero e proprio successivo alla gara deve garantire il ripristino dell’energia spesa durante la competizione, deve apportare una buona dose di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Se la gara avviene in mattinata o nel pomeriggio, rispettivamente il pasto post-gara può coincidere con il pranzo o con la cena. In questi casi l’atleta può effettuare un pasto completo caratterizzato da un secondo piatto quale carne, pesce, uova accompagnato da pane e un contorno abbondante di verdura, oppure da un minestrone con pasta o riso.

Integratori sì o no?

La dieta del ballerino non esclude ma non necessita di integratori al tempo stesso.

Se il soggetto ha un’alimentazione varia e bilanciata in genere non avrà bisogni di integratori di vitamine e sali minerali, il consumo quotidiano infatti di frutta e verdura (3-5 porzioni al giorno), unitamente ad una dieta equilibrata, è generalmente in grado di coprire il fabbisogno giornaliero di micronutrienti anche di uno sportivo.

Va valutato caso per caso, la presenza di deficit nutrizionali e il conseguente ricorso ad integratori.

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Dieta del ballerino: cosa non fare.

ERRORI DA EVITARE

1- Saltare i pasti: al pasto successivo il tuo corpo cercherà di recuperare dal cibo tutto quello che non gli hai dato prima;

2- Alimentarsi con un solo gruppo alimentare;

3- Abolire carboidrati e grassi;

4- Sostituire la regolare alimentazione con barrette dietetiche.

5- Tagliare drasticamente le calorie e ridurre il cibo: significa togliere energia ai muscoli. A lungo andare questo può provocare danni permanenti.

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I BENEFICI DI UNA SANA ALIMENTAZIONE

I BENEFICI DI UNA SANA ALIMENTAZIONE

I benefici di una sana alimentazione sono tantissimi: seguire una alimentazione sana ed equilibrata aiuta a migliorare la qualità della vita e può persino allungarla.

Un numero crescente di studi ha dimostrato, infatti, l’importanza di una corretta ed equilibrata alimentazione nella prevenzione di numerose malattie: l’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa 1 tumore su 3.

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Benefici di una sana alimentazione

Già Ippocrate, padre della medicina, circa 2500 anni fa diceva “Fà che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo”, per sintetizzare il suo pensiero circa la relazione tra ciò che mangiamo e la nostra salute.

I benefici di una sana alimentazione (purchè sia anche equilibrata) sono molteplici, in questo articolo vi propongono quelli che sono, secondo me, i più rilevanti.

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Benefici di una sana alimentazione nel prevenire il tumore al seno.

PREVENZIONE DEI TUMORI

Un’alimentazione equilibrata e varia aiuta a diminuire il rischio di ammalarsi di cancro in generale, ma in particolare:

  • cancro al seno e alla cervice uterina (collo dell’utero): dal 30 al 50% dei casi possono essere evitati in questo modo (vale a dire circa 17000 casi contro i 34000 che compaiono ogni anno);
  • cancro allo stomaco e al colon-retto: buone pratiche alimentari aiuterebbero ad evitare dal 60 al 70% dei casi (cioè 23000 casi contro i 33000 che compaiono ogni anno)

PREVENZIONE DELLE MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Per malattie cardiovascolari si intendono soprattutto ipertensione, ipercolesterolemia, infarto ed ictus. Un’alimentazione non equilibrata e ricca di grassi saturi e povera in fibre favorisce la formazione di placche aterosclerotiche in vene ed arterie, riducendo il flusso sanguigno e aumentando la probabilità di formazione di trombi ed emboli.

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Benefici di una sana alimentazione nel prevenire ictus ed infarti.

PREVENZIONE DEL DIABETE tipo 2

Un’alimentazione ricca in zuccheri e povera in fibre calata in uno stile di vita sedentario può portare ad elevate concentrazioni ematiche di glucosio (iperglicemia e successivamente diabete).

Il diabete melato di tipo 2 colpisce circa il 6% della popolazione mondiale e causa una riduzione dell’aspettativa di vita rispetto alla popolazione generale, in quanto annovera come complicanze le malattie cardiovascolari sopracitate, le malattie renali, il piede diabetico (che porta all’amputazione del piede o della gamba nei peggiori casi) e la cecità.

PREVENZIONE DELLE MALATTIE NEURODEGENERATIVE

Un’alimentazione equilibrata che comprenda una buona razione di acidi grassi Omega 3 e di vitamine ed antiossidanti protegge le cellule del cervello e riduce il rischio di malattie quali la demenza, il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson.

PREVENZIONE DELL’OSTEOPOROSI

Se nella nostra alimentazione abbiamo un buon apporto di calcio e vitamina D e svolgiamo un’attività fisica sia aerobica che anaerobica, riduciamo il rischio di incorrere nell’osteoporosi, ossia la degenerazione delle ossa, che aumenta i casi di fratture e riduce la qualità di vita. 

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Benefici di una sana alimentazione per la fertilità femminile e maschile.

MIGLIORAMENTO DELLA FERTILITA’

Il corretto apporto di appropriati principi nutritivi favorisce la fertilità e il fisiologico svolgimento della gravidanza, riducendo la comparsa di complicanze anche gravi. Nell’uomo, inoltre, una sana alimentazione migliora l’erezione e la performance sessuale e, in generale, favorisce la nascita di un figlio sano che avrà più probabilità di buona salute in età adulta.

I benefici di una sana alimentazione riguardano la salute ed il benessere psicofisico a 360°: essa dovrebbe essere adottata fin dalla più tenera età, ma non è mai troppo tardi per iniziare!

Fonte: Ministero della Salute www.salute.gov.it 
 

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Benefici di una sana alimentazione

In questo articolo vi ho riportato soltanto alcuni dei vantaggi che possiamo trarre facendo attenzione agli alimenti che introduciamo nel nostro organismo quotidianamente (d’altronde, facciamo almeno 3 pasti al giorno, per tutta la durata della nostra vita!).

La ricerca scientifica, in ogni caso, è sempre all’opera e quindi non mi stupirei se essa riuscisse a scoprire, un giorno, ulteriori legami tra alimentazione e salute.

Curcuma controindicazioni

Curcuma controindicazioni

La curcuma controindicazioni ne ha, non ne è scevra, come tutte le spezie e, più in generale, come tutte (o quasi) le sostanze naturali.

La curcuma è una tra le spezie più conosciute ed utilizzate, sia nel mondo orientale che in quello occidentale. In particolare, per secoli è stata (ed è tutt’ora) uno degli ingredienti fondamentali della cucina mediorientale e del sud-est asiatico: assieme a cardamomo e zenzero, ad esempio, la curcuma è ingrediente del curry, tipico condimento indiano.

Cos’è la curcuma

La curcuma è una pianta perenne spontanea dalle foglie larghe e dai fiori gialli. Anche se viene comunemente chiamata “zafferano d’India”, in realtà è originaria della Cina. La parte della pianta di curcuma che più spesso si trova nei supermercati e nei negozi è la radice, fresca o macinata, di colore arancione, che racchiude la maggior parte delle proprietà benefiche della curcuma.

Curcuma benefici

La curcuma è stata oggetto di numerosi studi scientifici negli ultimi anni, alcuni dei quali sono ancora in atto. Si cerca, infatti, di scoprire le proprietà benefiche di questa spezia che viene utilizzata nella medicina ayurvedica ormai da millenni.

Le proprietà benefiche della curcuma sono da imputarsi ad una particolare sostanza, detta curcumina, di cui è ricca la radice.

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Curcuma controindicazioni e benefici.

Curcuma proprietà antitumorali

Proprio la curcumina sembrerebbe responsabile delle proprietà di prevenzione contro alcuni tipi di tumore legati all’apparato digerente (quali bocca, fegato e colon), ma anche dei polmoni, dei reni e della mammella. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Research, la spezia avrebbe un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del tumore alla prostata. Si è inoltre constatato che l’effetto della curcumina è ancora più evidente se associata ad un isotiocianato presente in verdure come il cavolo, i broccoli o il cavolo rapa.

Mi preme ricordare che gli studi sono ancora in corso e che la cautela deve essere molta.

Curcuma proprietà antinfiammatorie

La curcuma aiuta a ridurre i processi infiammatori presenti nel nostro corpo, soprattutto quelli in atto a livello delle articolazioni: per questo possiamo dire che può curare le artriti più leggere.

Curcuma proprietà antiossidanti

Questa spezia dal colore intenso ha proprietà antiossidanti, capaci di rallentare l’invecchiamento causato dall’azione dei radicali liberi.

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Curcuma controindicazioni poche, benefici innumerevoli..

Curcuma proprietà cardioprotettive

Recenti studi hanno dimostrato che la curcuma è in grado di rafforzare il tessuto endoteliale (ossia il rivestimento dei vasi sanguigni), con conseguenti benefici per salute di cuore e apparato cardiovascolare.

Curcuma controindicazioni

Ci domandiamo: oltre ad avere tante proprietà benefiche, la curcuma ha controindicazioni? Possiamo consumarla liberamente o è meglio limitarne l’uso?

In realtà, come ogni alimento la regola fondamentale è la misura: assumere in maniera eccessiva la curcuma comporta la comparsa di problemi gastrointestinali, come dissenteria, nausea, meteorismo, ulcere.

Per cui la risposta alla domanda è sì, la curcuma ha controindicazioni, non solo proprietà benefiche.

Curcuma controindicazioni particolari

In particolar modo, è sconsigliata in presenza di patologie particolari, quali calcoli alla colecisti (o cistifellea) e problematiche alle vie biliari, ma anche in presenza di problemi ai reni e nella coagulazione del sangue.

Curcuma in cucina

Questa spezia dal sapore inconfondibile può essere utilizzata sottoforma di polvere per aromatizzare minestre, zuppe, primi piatti e verdure, ma anche carni e formaggi. Sottoforma di radice, invece, la curcuma può essere utilizzata per preparare infusi e tisane.

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Le controindicazioni della curcuma sono legate alla frequenza e alla quantità di utilizzo.

Consigli per la conservazione: la polvere di curcuma va conservata in un vaso di vetro (preferibilmente non trasparente), in un luogo fresco ed asciutto, per preservare aroma e proprietà della spezia.

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