Che differenza c’è tra DIETOLOGO, DIETISTA e NUTRIZIONISTA

Che differenza c’è tra DIETOLOGO, DIETISTA e NUTRIZIONISTA

Quando si vuole intraprendere un percorso alimentare per migliorare la propria condizione fisica e/o di salute spesso si è di fronte ad un dubbio amletico: quale figura professionale scegliere tra dietologo, dietista e nutrizionista? E che differenze ci sono? Proviamo a fare un po’ di chiarezza!

Il Dietologo è un medico, con laurea in Medicina e Chirurgia, e specializzazione di 4 anni in Scienze dell’Alimentazione. Viene anche detto medico nutrizionista.

IL DIETOLOGO COSA FA

Rientra nella competenza del dietologo la valutazione clinica, la diagnosi, il trattamento e l’elaborazione delle diete, nonché la prescrizione di integratori e farmaci al bisogno.

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Dietologo cosa fa.

IL DIETISTA

Il Dietista è un operatore sanitario individuato dal Decreto del Ministero della Sanità del 14 settembre 1994, in possesso della laurea triennale in Dietistica (L/SNT/3). Questa laurea fa parte delle lauree sanitarie triennali della facoltà di Medicina e Chirurgia e rientra nella Classe delle PROFESSIONI SANITARIE TECNICO-ASSISTENZIALE.

L’accesso al corso è a numero chiuso e prima della discussione della tesi è obbligatorio superare l’esame di stato che consente l’esercizio della professione.

IL DIETISTA COSA FA

Il dietista può svolgere numerose attività, che riguardano non solo l’elaborazione delle diete per soggetti sani e malati in ambulatori privati od ospedali, ma si estendono al controllo dell’igiene degli alimenti, all’educazione alimentare, alla ricerca scientifica, alla collaborazione con le industrie del settore alimentare, alla coordinazione di attività relative all’alimentazione nonché, all’insegnamento universitario delle scienze e tecniche dietetiche applicate, materia di studio del corso di laurea in dietistica, e del tirocinio triennale in qualità di tutor.

Il dietista non può fare diagnosi di malattia e nè prescrivere farmaci (integratori sì).

A partire dal 2018, con la Legge n.3/2018, cosiddetta Legge Lorenzin, è stato istituito l’Ordine dei TSRM e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM-PSTRP), a cui fa parte l’Albo dei Dietisti assieme ad altre 17 professioni sanitarie. Per esercitare la professione, è necessario essere iscritti all’Ordine.

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Dietista cosa fa.

IL NUTRIZIONISTA

Il termine nutrizionista sta a indicare un generico operatore nel campo della nutrizione. In Italia non esiste nessuna precisa indicazione di legge per la generica figura del nutrizionista, tant’è che un parere del Consiglio Superiore di Sanità definisce nutrizionista “lo specialista dell’alimentazione umana di diversa estrazione professionale medica e/o non medica (biologo, agronomo, farmacista, veterinario, ecc)”. Da qui si evince che, da definizione, il termine nutrizionista si riferisce sia al medico nutrizionista o dietologo, sia al dietista, sia al biologo nutrizionista.

Solitamente, però, viene usato il termine nutrizionista per indicare il biologo nutrizionista.

Il biologo nutrizionista ha una laurea in biologia (4 anni con il vecchio ordinamento, o 3 + 2 con la nuova riforma) e, per esercitare la professione deve aver superato l’esame di Stato ed essersi iscritto all’Albo dei Biologi.

IL NUTRIZIONISTA COSA FA

Il biologo nutrizionista può valutare i fabbisogni nutritivi ed energetici delle persone ed elaborare schemi dietetici ma non farmaci e, come i dietisti, lavorare nell’ambito dell’educazione alimentare e della ristorazione collettiva. Qualora la persona che si rivolge al biologo nutrizionista presumi o sospetti di essere affetta da qualche patologia, il biologo deve inviarla al medico perché accerti se il soggetto è sano o affetto da qualche patologia. Solo in quel momento potrò elaborare una dieta che ripristini il benessere della persona.

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Nutrizionista cosa fa.

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Quale professionista scegliere?

In realtà è molto difficile rispondere a questa domanda, proprio in virtù di quanto scritto sopra! Meglio scegliere un dietologo o un dietista? Meglio un biologo nutrizionista o un dietista?

A mio avviso, la scelta migliore non è scegliere un professionista in base al suo titolo di studio, bensì alla sua professionalità. È buona norma informarsi sull’esperienza e sulle modalità di lavoro del professionista, sulle sue capacità comunicative ed empatiche, sulla sua abilità di ascolto e di saper adattare “uno schema dietetico” allo stile di vita della persona.

La professionalità non la dà un titolo.

Attenzione! Non possono fare diete: personal trainer, estetiste, naturopati, farmacisti, coach del benessere.

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Curcuma controindicazioni

Curcuma controindicazioni

La curcuma controindicazioni ne ha, non ne è scevra, come tutte le spezie e, più in generale, come tutte (o quasi) le sostanze naturali.

La curcuma è una tra le spezie più conosciute ed utilizzate, sia nel mondo orientale che in quello occidentale. In particolare, per secoli è stata (ed è tutt’ora) uno degli ingredienti fondamentali della cucina mediorientale e del sud-est asiatico: assieme a cardamomo e zenzero, ad esempio, la curcuma è ingrediente del curry, tipico condimento indiano.

Cos’è la curcuma

La curcuma è una pianta perenne spontanea dalle foglie larghe e dai fiori gialli. Anche se viene comunemente chiamata “zafferano d’India”, in realtà è originaria della Cina. La parte della pianta di curcuma che più spesso si trova nei supermercati e nei negozi è la radice, fresca o macinata, di colore arancione, che racchiude la maggior parte delle proprietà benefiche della curcuma.

Curcuma benefici

La curcuma è stata oggetto di numerosi studi scientifici negli ultimi anni, alcuni dei quali sono ancora in atto. Si cerca, infatti, di scoprire le proprietà benefiche di questa spezia che viene utilizzata nella medicina ayurvedica ormai da millenni.

Le proprietà benefiche della curcuma sono da imputarsi ad una particolare sostanza, detta curcumina, di cui è ricca la radice.

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Curcuma controindicazioni e benefici.

Curcuma proprietà antitumorali

Proprio la curcumina sembrerebbe responsabile delle proprietà di prevenzione contro alcuni tipi di tumore legati all’apparato digerente (quali bocca, fegato e colon), ma anche dei polmoni, dei reni e della mammella. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Research, la spezia avrebbe un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del tumore alla prostata. Si è inoltre constatato che l’effetto della curcumina è ancora più evidente se associata ad un isotiocianato presente in verdure come il cavolo, i broccoli o il cavolo rapa.

Mi preme ricordare che gli studi sono ancora in corso e che la cautela deve essere molta.

Curcuma proprietà antinfiammatorie

La curcuma aiuta a ridurre i processi infiammatori presenti nel nostro corpo, soprattutto quelli in atto a livello delle articolazioni: per questo possiamo dire che può curare le artriti più leggere.

Curcuma proprietà antiossidanti

Questa spezia dal colore intenso ha proprietà antiossidanti, capaci di rallentare l’invecchiamento causato dall’azione dei radicali liberi.

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Curcuma controindicazioni poche, benefici innumerevoli..

Curcuma proprietà cardioprotettive

Recenti studi hanno dimostrato che la curcuma è in grado di rafforzare il tessuto endoteliale (ossia il rivestimento dei vasi sanguigni), con conseguenti benefici per salute di cuore e apparato cardiovascolare.

Curcuma controindicazioni

Ci domandiamo: oltre ad avere tante proprietà benefiche, la curcuma ha controindicazioni? Possiamo consumarla liberamente o è meglio limitarne l’uso?

In realtà, come ogni alimento la regola fondamentale è la misura: assumere in maniera eccessiva la curcuma comporta la comparsa di problemi gastrointestinali, come dissenteria, nausea, meteorismo, ulcere.

Per cui la risposta alla domanda è sì, la curcuma ha controindicazioni, non solo proprietà benefiche.

Curcuma controindicazioni particolari

In particolar modo, è sconsigliata in presenza di patologie particolari, quali calcoli alla colecisti (o cistifellea) e problematiche alle vie biliari, ma anche in presenza di problemi ai reni e nella coagulazione del sangue.

Curcuma in cucina

Questa spezia dal sapore inconfondibile può essere utilizzata sottoforma di polvere per aromatizzare minestre, zuppe, primi piatti e verdure, ma anche carni e formaggi. Sottoforma di radice, invece, la curcuma può essere utilizzata per preparare infusi e tisane.

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Le controindicazioni della curcuma sono legate alla frequenza e alla quantità di utilizzo.

Consigli per la conservazione: la polvere di curcuma va conservata in un vaso di vetro (preferibilmente non trasparente), in un luogo fresco ed asciutto, per preservare aroma e proprietà della spezia.

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FARRO BENEFICI

FARRO BENEFICI

Farro benefici di un cereale antico

Il farro è un cereale molto antico e probabilmente è la più antica tipologia di frumento coltivato, tant’è che costituiva la base dell’alimentazione dei legionari romani e veniva utilizzato per la produzione di pane, focacce e polente anche per i banchetti di nozze.

Il farro è un pianta molto resistente ed è in grado di crescere anche in condizioni difficili, con temperature basse e terreni poveri di nutrienti. Riesce perfino a resistere a certi tipi di parassiti, per cui non necessita di pesticidi: ecco perché spesso il farro è naturale e biologico. La sua resa, però, non è competitiva, per cui la sua coltivazione è ormai scomparsa e soppiantata da altre piante, tipo il frumento.

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Farro benefici per la salute.

Farro cos’è

Per “farro” si intendono tre differenti specie del genere Triticum, ossia:

  • Farro piccolo o monococco
  • Farro medio o dicocco (il più usato)
  • Farro grande o spelta

Così come gli altri cereali, il farro si presenta sotto forma di cariossidi, comunemente detti chicchi, e viene commercializzato in diverse varietà, corrispondenti a differenti processi di lavorazione.

Farro valori nutrizionali

Il farro è un ottimo cereale per chi vuole tenere a bada il peso e la glicemia. Infatti, il farro apporta meno calorie della pasta di frumento (su 100g: 335 Kcal VS 350 Kcal) e il suo basso indice glicemico, assieme all’elevata quantità di fibre (6,8 g) aumenta il senso di sazietà.

Il farro contiene glutine, per cui è tra i cereali vietati in caso di celiachia.

Possiamo riassumere i valori nutrizionali per 100g di parte edibile:

  • 15 g di proteine
  • 2,5 g di grassi
  • 67 g di carboidrati

Farro benefici e proprietà

Il farro ha numerose proprietà benefiche, che lo rendono un ottimo sostituto ai cereali più diffusi (da noi, frumento e riso su tutti). Scopriamole insieme.

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Farro benefici per la longevità.

DIGESTIONE E STIPSI

Il farro è molto digeribile e contrasta la comparsa di gastrite e reflusso. Inoltre, le fibre in esso contenute aiutano a regolarizzare l’attività dell’intestino in caso di stitichezza. Per lo stesso motivo, non è consigliato a chi soffre di colite (o colon irritabile) e meteorismo.

RADICALI LIBERI

Il farro è ricco di acido fitico, che lo rende un ottimo rimedio per contrastare l’azione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e di forme di degenerazione cellulare come i tumori, in particolare al seno, prostata e colon. Grazie alla sua alta solubilità in acqua, il farro permette al nostro organismo di assorbire meglio le sostanze nutritive in esso contenute.

OSSA FORTI

Il farro contiene molti minerali importanti come zinco, rame, magnesio e selenio che sono indispensabili per un corretto sviluppo delle ossa, aiutando così anche a prevenire l’osteoporosi.

Farro ricetta

Il farro è un cereale molto versatile, che può essere utilizzato per piatti caldi e freddi, come primi piatti, zuppe, piatti unici o dolci.

Ho scelto di scrivervi una ricetta semplicissima che ho fatto l’altro giorno anch’io: INSALATA DI FARRO CON FAVE E PISELLI.

Ingredienti per due persone:

140 g di farro

140 g di piselli freschi (o surgelati)

140 g di fave fresche (o surgelate)

1 cipollotto, olio extravergine d’oliva, erba cipollina, sale e pepe.

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Farro benefici nel piatto.

Procedimento:

Lavare e cuocere il farro.

Pulire i piselli e le fave e cuocere a vapore per 5 minuti. A cottura ultimata, scolare il farro e condire con l’olio extravergine di oliva e aggiungere i piselli e le fave.

Aggiungere il cipollotto fresco, l’erba cipollina, il sale (poco, mi raccomando!) e il pepe.

Servire l’insalata di farro a temperatura ambiente.

BUON APPETITO!

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Zenzero proprietà indiscusse

Zenzero proprietà indiscusse

Zenzero proprietà

Lo zenzero è una radice molto utilizzata nella medicina tradizionale ayurvedica, che ormai spopola in tutti i siti e programmi di informazione e divulgazione anche da noi, in Occidente, soprattutto quando si tratta di nutrizione e diete.

Lo zenzero è molto versatile in cucina, infatti può essere utilizzato sotto forma di radice vera e propria o come polvere in numerose ricette e per le più disparate funzioni.

Le proprietà dello zenzero

Zenzero proprietà digestive

Lo zenzero è ricco di principi attivi anti-infiammatori e di sostanze utili per il sistema digestivo: combatte i bruciori di stomaco, aiuta a eliminare i gas nel tratto intestinale e stimola  la produzione di succhi gastrici, attivando e favorendo la digestione. Lo zenzero, infatti, è un carminativo naturale, e viene spesso utilizzato sottoforma di infuso per migliorare la digestione dopo un pasto pesante ed è molto utile per il miglioramento di gastrite e ulcera intestinale.

In ambito erboristico, in particolar modo, viene impiegato come rimedio contro la cattiva digestione e per prevenire nausea e vomito, soprattutto quando associati al cosiddetto mal da movimento (in gergo tecnico cinetosi), ma anche per contrastare la nausea da chemioterapia e per gestire le nausee mattutine in gravidanza.

Le proprietà antiemetiche e aiutanti la digestione sono attribuibili ai gingeroli e agli shogaoli, i quali sembrano in grado ai aumentare la produzione di saliva, bile e succhi gastrici, di incrementare la peristalsi intestinale e di ridurre le contrazioni gastriche.

In commercio esistono numerosi integratori a base di zenzero con questo obiettivo. La dose di prodotto può variare a seconda del tipo di prodotto utilizzato e della concentrazione di principi in esso contenuto, perciò è fondamentale leggere per bene quanto riportato sulle confezioni.

Zenzero proprietà per la salute, nascoste in una radice.

Zenzero proprietà anti-influenzali

La radice di zenzero viene utilizzata anche come rimedio naturale per raffreddore e influenza, grazie alle sue caratteristiche di antibatterico e antipiretico, alleviando il mal di gola e la tosse. E’ in grado, infatti, di sciogliere il muco, stabilizzare la temperatura corporea ed aumentare la sudorazione, in modo da espellere in misura maggiore le tossine.

Zenzero proprietà dimagranti

Lo zenzero è un formidabile alleato per chi segue una dieta dimagrante e disintossicante e per chi vuole recuperare la forma fisica perduta: da un lato limita lo stimolo della fame, dall’altro le sue componenti piccanti producono un effetto termogenico, che aiuta ad attivare il metabolismo e lo rende un potente brucia-grassi e calorie.

Inoltre, contribuisce a ridurre la cellulite e i gonfiori.

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Lo zenzero è conosciuto da millenni per le sue proprietà.

Zenzero proprietà anti-infiammatorie

La presenza di due gruppi di sostanze anti-infiammatorie chiamate gingeroli e shogaoli conferisce allo zenzero la capacità di alleviare dolori articolari e muscolari, promuovendo  il recupero muscolare dopo un intenso allenamento con i pesi, una riduzione dell’infiammazione negli sport di endurance  ma anche un miglioramento dei fastidi della sindrome premestruale.

Nello specifico, diversi studi randomizzati hanno evidenziato benefici in caso di assunzione dell’estratto secco qualche giorno prima dell’inizio del ciclo mestruale.

Zenzero proprietà anti-tumorali

Secondo uno studio pubblicato sul Cancer Prevention Research, la radice di zenzero aiuterebbe a ridurre l’infiammazione nel colon, che si crede essere un indicatore di future cellule tumorali, e quindi il rischio di carcinoma del colon-retto.

Controindicazioni dello zenzero

Pur essendo molto utilizzata in cucina, in fitoterapia e in erboristeria, questa radice non è priva di controindicazioni: l’utilizzo dello zenzero è controindicato, infatti, per coloro che soffrono di colelitiasi o di problemi alla coagulazione, in virtù della sua potenziale attività antitrombotica (da evitare, quindi, se si sta seguendo una terapia con farmaci anticoagulanti, per rischio sanguinamento).

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Quali etichette nutrizionali?

Quali etichette nutrizionali?

Quali etichette nutrizionali possiamo usare per fare educazione alimentare?

Partiamo dal presupposto che il modo in cui il venditore comunica gli ingredienti sulla confezione di un prodotto è di grande rilevanza per la lettura, la comprensione e l’efficacia nello stimolare comportamenti nutrizionali corretti.

Riflettiamo, ora, su un dato emerso da una recente ricerca in materia (ricerca Nielsen, 2011), ossia che i consumatori hanno una limitata comprensione delle etichette nutrizionali: ben il 59% degli intervistati, infatti, ritengono di non comprendere le etichette nutrizionali dei prodotti che acquistano.

Lo sviluppo di etichette nutrizionali consumer-friendly potrebbe essere un efficace strumento di marketing sociale dal momento che i consumatori sono affamati di informazioni nutrizionali, specie se facili da comprendere.

Le etichette nutrizionali, infatti, dovrebbero essere chiare e comprensibili, per aiutare il consumatore che intende effettuare delle scelte alimentari e dietetiche più consapevoli, così come possono essere considerate un’importante strategia di promozione della salute.

Etichette nutrizionali nel mondo

Esistono diverse tipologie di etichette nutrizionali nel mondo:

  • etichette testuali (quelle che troviamo nei nostri supermercati),
  • etichette a semaforo,
  • etichette a stelle (modello americano e australiano),
  • etichette ad immagine.

Le etichette testuali prevedono  la stesura degli ingredienti utilizzati in ordine decrescente (dall’ingrediente presente in misura maggiore a quello presente in tracce), nonché la tabella nutrizionali precisante la quantità di grassi, zuccheri, proteine e calorie presenti per 100g di prodotto (e,  volte, anche per porzione di consumo consigliata).

TESTUALI

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Etichette nutrizionali testuali.

A SEMAFORO

Le etichette a semaforo prevedono l’indicazione delle calorie del prodotto all’interno di una forma colorata in tre diverse tonalità alternative: rosso per il prodotto ipercalorico, arancione per un prodotto mediamente calorico e verde per un prodotto ipocalorico.

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Etichette nutrizionali a semaforo.

A STELLE

Il formato icona con ranking prevede degli standard nutrizionali che un prodotto deve soddisfare per meritare una stella, ossia un punto. Il prodotto che soddisfa tutti gli standard nutrizionali richiesti riceve il numero massimo di stelle (3 o 5 a seconda del Paese).

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Etichette nutrizionali a stelle.

A IMMAGINE

Le etichette a immagine, invece, prevedono l’impiego di silhouette maschili o femminili di massa corporea correlata alle calorie del prodotto. Nel caso di un prodotto ipercalorico, la silhouette associata ha una dimensione corporea maggiore rispetto a quella abbinata ad un prodotto ipocalorico.

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Etichette nutrizionali a immagini.

Quali strategie adottare?

Diversi studi hanno dimostrato che le prime tre tipologie di etichette NON scoraggiano la scelta di prodotti ipercalorici (snack dolci e salati, ad esempio): in questo senso è molto più efficace l’etichetta ad immagine, in quanto evoca una risposta emotiva maggiore.  Al momento non tutte le tipologie di etichette sono utilizzate in Europa e in particolare in Italia, come avete potuto notare facendo la spesa: a parer mio, però, integrare le “nostre” etichette testuali con quelle ad immagine potrebbe aiutare a capire come si può trasformare il corpo nel tempo se viene consumato abitualmente quel determinato tipo di alimento (anche se carente dei consigli per uno stile di vita attivo).

Vorrei aggiungere in queste conclusioni, un nuovo tipo di etichettatura che è al vaglio a partire dall’Unione Europea.

Molto discusso anche nei talk show e nei telegiornali, in quanto potrebbe rappresentare un ipotetico danno per i nostri prodotti Made in Italy, sto parlando del Nutri-score: un sistema di etichettatura degli alimenti sviluppato in Francia e pensato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di due scale correlate. Queste due scale sono una cromatica, divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica, comprendente le cinque lettere dalla A alla E.

A mio avviso è un etichettatura che dà un giudizio, un voto, più che dare informazioni sul prodotto, e finisce per discriminare i prodotti ricchi in grassi senza fare un distinguo tra grassi “buoni” e grassi “cattivi”.

Le leggi dell’UE non consentono di imporre il proprio sistema di etichettatura degli alimenti a titolo obbligatorio. Ciò nonostante, la UE propone un’etichettatura nutrizionale obbligatoria per tutta l’Europa entro il 2022 e Nutri-score è uno dei candidati. Vedremo cosa succederà e che decisioni verranno prese!

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